Buongiorno con svolazzo!

Da un anno circa lavoro, anzi meglio collaboro come dice lei, con questa donna. Grandi aspettative da parte mia, forse anche da parte sua, in entrambi i casi miseramente fallite.

Ho trovato al posto della super manager attenta e competente, lodata ad ogni piè sospinto, una donna rosa dall’invidia verso tutti ed erosa da una serie catastrofica di sfortune, serie per davvero. Fin qua c’è ben da comprendere e più che altro è ciò che ho fatto fino a qualche mese fa, poi  è montata una grande antipatia ed infine adesso mi è venuta a noia.

Stamattina si sporge dalla porta dell’ufficio e dice buongiorno e fa rotare il capo da sinistra verso destra, in un gesto esageratamente teatrale. Senza scompormi dalla lettura del quotidiano on-line, ricambio il saluto e chiedo come sia andato il we? Ripetendo la torsione nell’altro senso, mi risponde bene, gira i tacchi e se ne va!

Fisso la porta, oramai vuota, e mi chiedo, ancora una volta, ma cosa ci faccio qua?
L’ultima volta che ho tentato un approccio lavorativo formale, chiedendo più lavoro ed aumento, la gentile signora mi ha risposto di pensarci bene prima di chiedere di andare in un altro posto di lavoro, magari mi potrebbe capitare un lavoro deprimente e non è bello trovarsi nella situazione di trascinarsi tutti i giorni. E debbo dire di tutto il discorso che mi ha propinato, questo è l’unico punto dove mi sia ritrovata completamente d’accordo con lei; chi meglio di me sa cos’è un lavoro deprimente!
Poi è venuto il suo turno di comprendere ed, in un momento di buonismo, mi ha detto che capiva la mia situazione economica e quindi la relativa richiesta di aumento essendo lei monoreddito.
Adesso l’espressione del mio viso deve aver tradito i miei pensieri, perchè a questa affermazione è seguito un minuto di silenzio.
Io non sono monoreddito, al momento, e fintanto che le aziende reggono lavoriamo sia io che mio marito, ma i nostri biredditi, a conti fatti sia sul lordo che sul netto, sono 1/3 del suo unico reddito. 
Certo, a freddo, se conto il fatto che ad un maggior reddito corrispondo maggiori uscite, è probabile che lei mi comprenda per davvero, ma lì per lì, ed anche molto dopo in verità, mi veniva proprio da mandarla a quel paese.
Poi pensandoci su, il suo monoreddito, le frasi e sproposito e i buongiorno svolazzanti, mettono in risalto una persona, una donna che proprio non vorrei essere.
E per quanto riguarda il lavoro? Appena lo scoprirò, sarà mia cura annotarne scrupolosamente le caratteristiche, tanto per non dimenticare. Al momento su quel fronte non sono pervenute notizie.

Mostra a Palazzo Reale a Milano, fresca di inaugurazione.
Qualche info qua e là sull’artista e, munita di audioguida, inizio il giro delle sale.

Già dai primi autoritratti dell’artista si percepisce una grande inquietudine, un turbamento severo noto all’autore, che non si fa sconti, si ritrae senza fronzoli, duro e inclemente verso se stesso. E questo me lo rende quasi simpatico da subito, ma l’audioguida non è d’accordo con noi due e propina una versione più “accettabile” degli autoritratti, sostenendo che Hopper è un uomo quieto e che già dalle prime opere si percepisce ciò che diventerà, cioè il pittore della luce.

Fiduciosa mi reco nelle altre sale per vedere l’esposione della luce e trovo delle opere, sì luminose, ma di una luce riflessa, a volte rarefatta, comunque sempre triste, melanconica. Talvolta luce e paesaggi sono così insoliti e poco probabili da sembrare che si scontrino, antogonisti senza nessun punto di collegamento, fissi uno all’altro, luce contro case geometriche. L’audioguida parla di atmosfere bucoliche e luce riflessa di stati d’animo, forse felici e forse malinconici, l’artista lascia a chi guarda la scelta. Secondo me, non c’è affatto scelta, solo immensa solitudine in rappresentazioni desertiche.

Si passa, poi, alla sala erotica – veramente descritta così dai curatori della mostra. Ebbene, non ho mai visto niente di più desolante delle donne nude di Hopper.
In attesa, davanti ad una finestra o sedute sul letto con una sfera di freddo sole invernale che le invade. Nessun calore da quella luce. La sensualità lontana anni ed anni luce.

In ultimo, la sala più importante con i dipinti di CapeCod, dei fari e delle case vittoriane. Un trionfo di crudo realismo, che non lasci spazio a speranza, solamente incomunicabilità che colpisce tutto e tutti.  L’audioguida, con voce entusiasta, racconta che le opere dell’età avanzata mostrano tutto il profondo realismo di Hopper. Non specifica altro!

Adesso mi chiedo, ma sono io che non ho capito niente o anche Hopper ha passato le forche caudine del politicamente corretto ? Forse sono solo io di cattivo umore, eppure rigurdando queste opere … proprio non ce la faccio a parlare di pittore della luce, del tempo e della memoria!

Uno di quei giorni dove tutto sembra uguale, ma proprio tutto. E’ ti sembra che l’inquietudine sia evidente, tanto da costringerti a fare anche un po’ finta. Perchè se qualcuno chiede, è ancora peggio. Non perchè io non voglia rispondere, ma nel frattempo che organizzo le parole, mi trovo già inondata di altre parole, di racconti che non volevo sentire, di risposte che seguono domande non fatte. Le cose degli altri sono sempre più importante delle mie! Ed ascolto, che altro potrei fare.
picasso8Uno di quei giorni dove vorrei poter parlare un paio d’ore di filato … ma siccome farlo da sola non è salutare, mi limiterò ad invertarmi qualcosa da fare e a commentarlo tra me e me …
Oggi vado a scoprire un altro pezzettino di Milano. Questa città non finisce mai di stupirmi, peccato per chi si lascia imbrogliare solamente da uno sguardo distratto, si perde tanto. Anche una città richiede attenzioni ed ascolto … e si concede solamente a chi glielo offre.

Sabato al centro commerciale … soliti acquisti e varie.
Tra le varie, giocata al nuovo gioco Win For Life.

In coda dietro a 10 persone, coda che superava ampiamente la capienza della saletta del tabacchi, cerco di capire meglio le modalità di gioco … non chiarissime, se non nel fatto che se vinci ti danno 4.ooo,00 euro al mese per 20 anni. I giornali da una settimana non parlano d’altro, il meccanismo e le possibilità di vincere sono argomenti noiosi, perciò non trattati.

La prima cosa che mi salta agli occhi è che c’è un’estrazione ogni ora, ripeto OGNI ORA; c’è da far venire la dipendenza da gioco d’azzardo anche alle vecchiette più miti di questo mondo, ma questo aspetto verrà alla luce tra qualche mese, adesso è il momento di far cassa quindi non bisogna pensarci.

Seconda cosa, è che il ricavato del gioco va ai terremotati dell’Abruzzo … in coda elaboro pertanto che sto pagando, contenta, una tassa che il Governo nella sua magnamità non ha voluto estendere a tutti i cittadini, ma solamente a quelli più deficienti, tra cui io, che non avendo altri motivi per sperasre nel futuro lo fanno comprando una schedina di 4-6-8 euro a secondo delle possibilità e che vale per 2-3-4 ore.
Mi cheido se non era meglio che ciascuno di noi, a secondo del reddito, pagasse quanto dovuto… anche i vari ricchi a vario titolo e non solo chi ha bisogno di sperare…
Ma anche questo aspetto è troppo complesso per essere affrontato pubblicamente.
Facendo due conti, il montepremi per ciascuna ora è di circa 500.000,00 euro per 8 volta al giorno. I conti sono presto fatti, con una tassa estesa a tutti ce la saremmo cavati con molto meno, tutti.
E mentre sentivo che praticamente stavo partecipando ad un imbroglio generale, una truffa, è arrivato il mio turno ed ho giocato 6 euro, VINCENDONE 2,07 dopo un’ora.
Sono contenta per la vincita e per aver devoluto ai terremotati dell’Abruzzo.
Nel retrocranio, in fondo nascosto, un pensiero mi dice che sono bue in una mandria senza meta, ma anche questo pensiero è complicato, l’ho rimando indietro ed attendo un’altra vincita.

Settembre mese di analisi cliniche e check up. La ginecologa aggiunge, alla già lunga lista, anche un’ecografia mammaria.  Vado dal medico curante per le prescrizioni di rito.

Mi chiede:

- Quanti anni ha?

Rispondo:

- 37, perché?

Mi guarda con attenzione e ribatte:

- No, perché dai 45 anni è gratuita.

La mia espressione facciale di sbigottimento, deve suggerirgli qualcosa. Apre quindi un manualetto sulla scrivania ed alza la testa, dicendo:

- Ah, mi ero sbagliato. L’ecografia è sempre a pagamento, non ha limite di età…

Soddisfatto della risposta continua a trascrivere le altre analisi.

Pertanto, ha fatto questa TREMENDA gaffe per scoprire che potevo anche avere 75 anni ed avrei pagato lo stesso o pensava davvero che potessi avere già 45 anni?????
La risposta non la voglio conoscere.

Comfermo che il rientro dalle vacanze è terminato oggi a MILANO.

Eravamo tutti sulla Linea 1 della Metropolitana alle 8.00.

 

In più qualcuno si è anche portata qualche parente ed amico in tarsferta…….

 

Buon inizio di settembre, non c’è che dire.

 

 

 

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Questo libro mi è capitato per caso tra le mani ….

Poche pagine, mia sorella insiste.  Senza voglia, distesa sul lettino in spiaggia, inizio a leggere.

Sono catapultata in una cella buia, coi denti rotti e le ossa fratturate … innamorata o forse solo ancorata allo sguardo di un carceriere che per pietà mi passa dell’oppio.

Devastante. La morte come liberazione è un’invocazione che nessun essere vivente dovrebbe mai pronunciare.

Qui l’urlo alla vita è quello di una ragazza di 16 anni …..travolta da un regime islamico che mura le donne tra le mura domestiche rendendole schiave e meno importanti di qualsiasi animale domestico…

Da leggere assolutamente, per dare voce a chi una voce non può averla.

La muta

Il caso  e le cose … Non so se succede anche ad altri, non so se sia un modo di vedere solo certi eventi, non so se sia sensibilità, non so se sia magia, intuizione … eppure tutto gira, torna sullo stesso punto.

 Il mio racconto sull’adozione,  la certezza di essere incinta che arriva in quel luogo, in quel momento, la commozione e la tristezza davanti ad un canto così profondo, parole forti e profonde. Pensavo fosse solo una visita in un Museo coincisa in un momento particoalre della mia vita ….

Ed invece, il cataclisma che è partito da marzo in avanti, la perdita del bambino, la tristezza e la solitudine, la consapevolezza di doverne uscire da sola, l’aver perso un pezzo di vita solamente per non esser presente, ed invece … dopo 3 mesi dall’aborto, oggi, scopro che non è una coincidenza.

Ho deciso di chiamare un numero su un depliant dopo un paio di mail andate a vuoto… ed ecco che d’altra parte mi risponde una donna che condivide la mia stessa passione. Mi conosce – io non mi ricord?!? – conosce la mia famiglia, è disponibile ad aprirmi gli archivi del Museo e a farmi visitare tutto quello  che voglio….

Nel frattempo arrivo in Corso Magenta e mi fermo davanti alla palazzina dei martinitt … quando son passata da lì la prima volta, 2 anni fa, ho sentito che quella zona mi dava calma, avrei fatto di tutto per entrare in uno di quei palazzi e sentire le storie che nascondavano. E’ difficile spiegare a parole, ma è come se fossi già stata lì ed avessi lasciato qualcosa in sospeso, qualcosa da finire, da compiere.

Quindi partirò con il mio 3° libro, con la certezza che sarà doloroso, ma vivo. Si compone dentro di me senza che io voglia, devo indicargli solamente la va d’uscita.

Ci sono cose …

Un fiume di rabbia

Un fiume di rabbia scorre,
mi inonda,
mi supera,
mi affoga.
Penetra in ogni cellula,
sento le molecole che si intersecano nella mia carne
ed è tutt’uno.
Adesso sono densa,
massa e materia.
La rabbia mi strozza.

Amore?

Tu fai per me cose

che faresti comunque,

anche se io non ci fossi.

 

Io faccio per te cose

che, se tu non fossi parte della mia vita,

non farei.

 

Mi adeguo all’amore.

Oggi 2 settimane. 
Dovrei riuscire a dire che ho abortito, ma questo termine è talmente brutto, suona così male che non lo pronuncio.

Dico che ho perso il bambino … dico che ho interrotto la gravidanza … dico che  non sono più incinta…

Ma per quanto mi sforzi, nessuna di queste parole fornisce piena spiegazione a quello che è successo.
In prima battuta a me stessa. Degli altri in questo momento mi interessa relativamente.

Mi sono alzata per andare in bagno verso l’una di notte ed ho visto delle perdite, poca cosa in realtà.  Ho chiamato la guardia medica e mi è stato detto di andare in pronto soccorso al più presto. Vado in ospedale e nel giro di 15 minuti scopro che la gravidanza è persa.  Posso scegliere se restare lì e far intervenire i dottori o andarmene a casa ed aspettare che le perdite facciano il loro seguito. Resta inteso che un passaggio in ospedale devo farlo comunque, dopo.

Mi chiedo che scelta è questa?

Seduta nel letto che mi è stato appena assegnato, guardo fuori,  il cielo blu notte e le  stelle. Penso. Fuori da me è tutto uguale a mezz’ora fa, dentro di me la vita non c’è più.

Non provo dolore,  solo stupore e choc. Non mi sono accorta di niente, si è consumato tutto a mia insaputa.  In questo caso,  sono stata un contenitore inconsapevole.

La sensazione fredda di involucro non mi lascia ancora.  Sono una scatola vuota.

Anche nei confronti di chi mi sta vicino. Anzi più che recipiente bacato e bucato, mi sento Matrioška.

C’è una me grande e forte che parla con tutti e fa finta che non sia successo niente, c’è una me più piccola che parla con amici e parenti stretti e che si lascia un po’ andare … ma non troppo. E poi via via verso l’involucro più minuscolo.

Lì so che resterà il mio dolore sempre.
La vita va avanti, il mio ragazzino di 12 anni ha isogno di me, mio marito e la mia famiglia anche. Ma lì una cicatrice segnerà ciò che poteva essere e non è stato.

Sono felice

Parlottavo con un’amica che non sentivo da qualche tempo del più e del meno e lei mi fa questsa domanda:

  • Se tu potessi scegliere, quale libro saresti?

Ho risposto d’istinto: Jane Eyre.

Lei invece: Anna Karenina.

Bella coppia, non c’è che dire….

E voi, quale libro vorreste essere?

Questa è la settimana della moda femminile a Milano.

Stamattina dovevo ritirare dei documenti in giro per Milano e, dati i tempi stretti, ho deciso di muovermi in taxi.

Stranamente radiotaxi mi ha risposto subito. Avevo preventivato 10 minuti d’attesa telefonica per prendere la linea e trovare disponibilità, invece sono stata smentita.
Ho pensato che, finalmente, si fossero organizzati ed avessero aumentato la disponibilità di macchine per questo appuntamento.

Il tempo di percorrenza che generalmente è di 20 minuti, è stato di 20 minuti, non abbiamo trovato più traffico rispetto ad una normale giornata di maggio-giugno.
Ed a pensarci bene anche in metrò, non ho visto tanta gente strana; quelli della moda li vedi subito perchè vestono, oggi, come si farà tra due anni.

Mi è venuto il dubbio di aver sbagliato data, ed invece no, il tassista mi ha confermato che i giorni sono questi, ma ha aggiunto c’è poca gente in giro. La moda, ha detto, vive in un ambiente così alto che la città quasi non se ne accorge.

Purtroppo è vero. Il settore che produce il 6% del PIL italiano ed il 20% delle esportazioni, passa da qua e solamente da qua, e Milano non se ne accorge neppure.

Non c’è una sfilata pubblica, una festa in piazza, una manifestazione che coinvolga la gente, tutta, e non solo quelli che ci lavorano. Rien de rien ….

Allora mi è venuta l’illuminazione.

Vorrei suggerire al sindaco di Milano ed ai Responsabili della Camera della Moda di:

Invitare i cittadini a vestirsi con un colore specifico per ogni giorno della settimana:
Lunedì – Rosso
Martedì – Blu
Mercoledì – Nero
……( pensa i venditori e chi è qua per affari come percepirebbe positivamente questo aspetto …. e poi sai che bello vedere tutti in metrò con qualcosa di rosso …. Milano non sembrerebbe nemmeno tanto triste)

Ed infine la possibilità, dopo aver sfilato, di raccogliere i capi in una mostra che resterebbe aperta a tutto il pubblico ….

Per chi dirà che non è possibile, che qui si fa business, ricordo che alla Fiera del Libro di Torino ci sono gli editori grandi-grandissimi ma si può anche andare a fare un giro. Ed ogni cittadino di quella città si accorge che c’è la Fiera .

A Milano stamattina ti accorgevi solo dei cantieri di Mi-Isola molto desolati.

Per chi volesse maggiori informazioni sugli eventi della settimana
http://www.cameramoda.it/eventi/eventi_mostra.php?T=D ….

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