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La visita in libreria


Settimana convulsa, il lavoro dell’anno accentrato in 5 giorni, tanto per avere la misura di come funziona bene l’azienda…. ma d’altronde azienda mediocre alleva persone mediocri…. mica sono qua per niente. Vabbè meglio non pensarci. Esco stamattina, oggi è venerdì ed ho deciso che devo camminare.

Mentre mi reco in banca, faccio il giro largo largo e passo da via mercanti e poi piazza duomo e poi la galleria e poi la libreria. Sì, lo so che non dovrei fermarmi ma le mie gambe vanno da sole, e poi una volta entrata inizia la trasformazione.

Venga rapita e portata su un altro pianeta, popolato solo da parole e titoli che vagano, piano piano giro per i corridoi e guardo inebetita le pareti.
Le pareti nascondono tesori ed io lì li guardo e leggo i titoli, li prendo, li giro e leggo di qua e di là alla rinfusa, un po’ mi vergogno ma in genere ai commessi non gliene frega niente neanche se restassi lì tutto il giorno a leggerlo il libro, poi mi fermo e mi guardo in giro ed abbozzo un sorriso e mi passo la mano tra i capelli civettuola, come se li dovessi conquistare il libri davanti a me.
Poi proseguo compiaciuta di quanti ne ho letti, veramente tanti e a ciascuno è legato un periodo, un ricordo, una sensazione, a volte un odore.  Poi lì nell’angolo più nascosto i classici, oh i classici, quanto ore passate a sognare; meno male che ci sono i libri, e sorrido, e mi trovo a ridere come se davanti a me invece di un angolo tra due corridoi ci fosse uno specchio….
Mi guardo ancora un po’ intorno ma per fortuna non c’è nessuno, meno male altrimenti che figura barbina; ridere da soli è da rincoglioniti, e proseguo nel corridoio in fondo alla sala, lo sapevo già che andavo a finire lì, proprio lì.
Mi sono trattenuta fino adesso, ho messo le mani su cento libri, con la precisa intenzione di comprarne uno ma poi ho desistito, d’altronde questo lo trovo pure in biblioteca, questo è caro aspetto che lo scontino,  questo adesso non è il momento di leggerlo, questo si potrebbe rivelare una delusione, insomma cento ragione per prenderlo soppesarlo e poi lasciarlo giù sistemato ben benino al suo posto ( odio quelli che li prendono e poi li depongono sottosopra i libri, ci metterei loro a testa in giù) .

Ma nel corridoio ho già la certezza che il mio libro di oggi mi aspetta, lo sento che mi chiama, la sala è rotonda ed è grande ma io, come rispondendo ad un richiamo, vado esattamente lì, quarto scaffale secondo ripiano. 
Adeguo un attimo gli occhi alla luce, allungo la mano e lo prendo. Adelphi ha le mie benedizioni giornaliere per aver salvato la mia vita dalla noia. Sono così contenta che mi seneto dire: OH finalmente!!!
Come se telecamere nascoste mi stessero riprendendo e dovessi sostenere la parte, non lo so bene quale ma questa parte mi calza a pennello. Lo prendo piano, lo giro e non guardo neanche il prezzo tanto lo devo comprare per forza, ne va della mia salute mentale….

Dopo aver pagato, esco con l’intima certezza di essermi regalata una settimana di sogno nella lasciva Francia del 1600.

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Gli ultimi 3 libri che ho letto parlavano d’amore, in modo diverso uno d’altro ma così intensamente, così fortemente che nessuno dovrebbe dubitare mai dell’esistenza di questo sentimento.
Di come l’amore possa con la sua sola forza salvare l’anima propria, salvare le anime altrui e nei casi più estremi salvare dalla brutalità e dalla scemenza, e per conseguenza, salvare tutti, l’umanità intera.

I tre libri sono:

Un amore Dino Buzzati
Acido solforico Amélie Nothomb 
Aimée & Jaguar Erica Fischer

Ognuno a suo modo, bellissimo…..