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Addì 09 aprile 2008, Milano – Italia

La data la dovrebbe dire abbastanza lunga sul periodo storico in cui viviamo, XXI secolo.
Il luogo dovrebbe indicare che vivo nella città più cosmopolita d’Italia, a detta di molti, e considerata la capitale dell’economia e, anche se non sempre, della modernità.

Ebbene il libro di religione di mio figlio, o meglio il libro delle religioni, come annuncia la copertina, riporta le seguenti due definizioni:

MARTIN LUTHER KINGPastore negro che si è battuto per i diritti civili in America ( giuro che c’è scritto negro, giuro che non c’è aggiunto altro oltre a quanto da me riportato)

MAHATMA GHADIEroe indiano che ha contribuito al passaggio dell’India da colonia britannica a paese libero. Egli si è spesso ispirato agli insegnamenti del Vangelo ( giuro che c’è scritto Vangelo )

Alla luce di ciò secondo me la data sopra è sbagliata………

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Certo non è stato il migliore soggiorno a casa dei miei … Partiti mercoledì mattina, siamo arrivati al pomeriggio, in stazione mio fratello e fidanzata. Andiamo a casa ma in strada mi prende il magone, ma la mia città è una fogna a cielo aperto? C’è munezza dapertutto, che tristezza!
In tangenziale uno tranquillamente gira in bicicletta, sì in bicicletta. A me prende male, mi devo trattenere, e non è che io sia una dalla lacrima a portata di mano, diciamo.

Arrivo a casa e trovo mamma e papà, un po’ invecchiati, di più mio padre, penso che devono essere le liti con le sorelle che non gli hanno giovato. Da lì parte il fiume di parole  … in 5 ore circa mi condensano gli eventi di queste settimane, i termini avvocato, sorelle, eredità, casa sono ripetuti ciascuno 50 volte; sì le ho contate!

Verso sera arriva mia sorella e si cena, dopo mio figlio si mette a giocare con mio papà con il mini biliardo. Tira una biglia, questa ribalza su un’altra e lo colpisce sul dente davanti tranciandoglielo di netto.  Non credo ci siano parole per dirvi il dolore che mi ha assalito il petto quando l’ho visto. Mi sono maledetta 100 volte, avrei voluto urlare ma mio padre e mia madre c’erano rimasti peggio di me e non sapevo con chi prendermela. Il bambino piangeva disperato perchè si vergognava. Mia sorella ha tentato di chiamare un dentista e questi ci ha suggerito di metterlo nel latte, magari si poteva riattaccare.

Sono salita su in camera a chiamare Gianni e volevo piangere forte ma non ho potuto, lui c’è rimasto male e per evitare che potesse dire cose del tipo: MA COME AVETE FATTO? Sono stata molto fredda. Ovviamente lui la frase ha evitato di dirla a voce alta ma io l’ho sentita uguale.
Giovedì mattina ho chiamato il mio dentista che mi ha rassicurato sulla possibilità di attaccare il dente.

I restanti giorni sono scorsi un po’ così, con il peso sul cuore mio che aumentava ogni qualvolta lo guardavo. Sì lo so che è solo un dente ma l’idea che ho del mio bambino restava intaccata da quell’imperfezione, non so come spiegarlo ma mi sembrava guastato … “lingua mortal non dice quel che io sentiva in seno”.  So che sono parole usate per amore ma vanno bene anche per me.

Stamane il dentista gli ha sistemato il dente, attaccandoglielo. Dobbiamo aspettare qualche giorno per vedere se il nervo non è intaccato altrimenti dobbiamo devitalizzarlo. Speriamo di no. Il bimbo era contentissimo oggi e anche tutti gli altri, mamma, papà, sorelle e Gianni. Che ovviamente sollevato alla vista del suo bambino tornato a posto, mi ha detto la fatidica frase: MA COME AVETE FATTO? Poi un po’ si è corretto ed io che volevo piangere adesso che sembra tutto a posto, non ho potuto.


Oggi a scuola il mio bambino doveva portare un quotidiano, del giorno precedente, per una lettura insieme dei giornale.

Io gli ho dato Il Sole 24 Ore che avevo recuperato a lavoro, ho pensato che di Repubbliche, Corrieri ce ne sarebbero stati tanti.
Stamattina era preoccupato per la giornata che lo aspettava, allora gli ho proposto una scomessa:
Se lui era l’unico che portava il Sole, gli avrei comprato un pacchetti di carte di Dragon Ball.
Lui, tutto contento per le carte, si è rilassato e mi ha detto che era certo che avrebbe vinto.

Adesso l’ho chiamato e mi dice che ha vinto, perchè il Sole  l’avevano anche altri bambini, ma mi doveva dire una cosa di cui sarei stata contentissima.

La maestra ha chiesto chi fosse il Presidente dell Repubblica italiano e tutti hanno risposto: Giorgio Napolitano. Anche lui ha risposto così ( meno male ).
Poi la maestra ha chiesto se conoscessero anche il Presidente della Repubblica francese. Silenzio tombale è sceso in classe ed il mio bambino ha alzato la manina ed ha detto:
– Maestra, non è che per caso , è Sarkozy.

La maestra è stata contentissima e gli ha fatto i complimenti davanti a tutti, dicendo che si vede i bambini che seguono il Tg e non Dragon Ball.

Finito il racconto mi ha detto: Vabbè anche se le carte non me le compri fa lo stesso, tanto oggi ha già avuto soddisfazione.

Dopo tutte le battaglie quotidiane serali per vedere uno straccio di Tg o Otto e Mezzo sono contenta e fiera del mio bambino.  E sono contenta che ci siano maestre che sappiano rispondere al ruolo di educatrici e fare bene il loro lavoro.  Sono certa che sono tante ma sono comunque contenta che una di queste sia capitata al mio bambino.