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Ma siamo sicuri che sia opportuno tenere i negozi aperti anche il 1° maggio 2011?

Ma siamo sicuri che non possiamo proprio farne a meno?

Scardinare a piccoli colpi, eleminare la percepezione di un giorno dedicato alla memoria dei lavoratori e del lavoro, nel nome del quale si sono sacrificati tantissime persone, è corretto?

Ce lo possiamo permettere?

Buongiorno con svolazzo!


Da un anno circa lavoro, anzi meglio collaboro come dice lei, con questa donna. Grandi aspettative da parte mia, forse anche da parte sua, in entrambi i casi miseramente fallite.

Ho trovato al posto della super manager attenta e competente, lodata ad ogni piè sospinto, una donna rosa dall’invidia verso tutti ed erosa da una serie catastrofica di sfortune, serie per davvero. Fin qua c’è ben da comprendere e più che altro è ciò che ho fatto fino a qualche mese fa, poi  è montata una grande antipatia ed infine adesso mi è venuta a noia.

Stamattina si sporge dalla porta dell’ufficio e dice buongiorno e fa rotare il capo da sinistra verso destra, in un gesto esageratamente teatrale. Senza scompormi dalla lettura del quotidiano on-line, ricambio il saluto e chiedo come sia andato il we? Ripetendo la torsione nell’altro senso, mi risponde bene, gira i tacchi e se ne va!

Fisso la porta, oramai vuota, e mi chiedo, ancora una volta, ma cosa ci faccio qua?
L’ultima volta che ho tentato un approccio lavorativo formale, chiedendo più lavoro ed aumento, la gentile signora mi ha risposto di pensarci bene prima di chiedere di andare in un altro posto di lavoro, magari mi potrebbe capitare un lavoro deprimente e non è bello trovarsi nella situazione di trascinarsi tutti i giorni. E debbo dire di tutto il discorso che mi ha propinato, questo è l’unico punto dove mi sia ritrovata completamente d’accordo con lei; chi meglio di me sa cos’è un lavoro deprimente!
Poi è venuto il suo turno di comprendere ed, in un momento di buonismo, mi ha detto che capiva la mia situazione economica e quindi la relativa richiesta di aumento essendo lei monoreddito.
Adesso l’espressione del mio viso deve aver tradito i miei pensieri, perchè a questa affermazione è seguito un minuto di silenzio.
Io non sono monoreddito, al momento, e fintanto che le aziende reggono lavoriamo sia io che mio marito, ma i nostri biredditi, a conti fatti sia sul lordo che sul netto, sono 1/3 del suo unico reddito. 
Certo, a freddo, se conto il fatto che ad un maggior reddito corrispondo maggiori uscite, è probabile che lei mi comprenda per davvero, ma lì per lì, ed anche molto dopo in verità, mi veniva proprio da mandarla a quel paese.
Poi pensandoci su, il suo monoreddito, le frasi e sproposito e i buongiorno svolazzanti, mettono in risalto una persona, una donna che proprio non vorrei essere.
E per quanto riguarda il lavoro? Appena lo scoprirò, sarà mia cura annotarne scrupolosamente le caratteristiche, tanto per non dimenticare. Al momento su quel fronte non sono pervenute notizie.


Sabato al centro commerciale … soliti acquisti e varie.
Tra le varie, giocata al nuovo gioco Win For Life.

In coda dietro a 10 persone, coda che superava ampiamente la capienza della saletta del tabacchi, cerco di capire meglio le modalità di gioco … non chiarissime, se non nel fatto che se vinci ti danno 4.ooo,00 euro al mese per 20 anni. I giornali da una settimana non parlano d’altro, il meccanismo e le possibilità di vincere sono argomenti noiosi, perciò non trattati.

La prima cosa che mi salta agli occhi è che c’è un’estrazione ogni ora, ripeto OGNI ORA; c’è da far venire la dipendenza da gioco d’azzardo anche alle vecchiette più miti di questo mondo, ma questo aspetto verrà alla luce tra qualche mese, adesso è il momento di far cassa quindi non bisogna pensarci.

Seconda cosa, è che il ricavato del gioco va ai terremotati dell’Abruzzo … in coda elaboro pertanto che sto pagando, contenta, una tassa che il Governo nella sua magnamità non ha voluto estendere a tutti i cittadini, ma solamente a quelli più deficienti, tra cui io, che non avendo altri motivi per sperasre nel futuro lo fanno comprando una schedina di 4-6-8 euro a secondo delle possibilità e che vale per 2-3-4 ore.
Mi cheido se non era meglio che ciascuno di noi, a secondo del reddito, pagasse quanto dovuto… anche i vari ricchi a vario titolo e non solo chi ha bisogno di sperare…
Ma anche questo aspetto è troppo complesso per essere affrontato pubblicamente.
Facendo due conti, il montepremi per ciascuna ora è di circa 500.000,00 euro per 8 volta al giorno. I conti sono presto fatti, con una tassa estesa a tutti ce la saremmo cavati con molto meno, tutti.
E mentre sentivo che praticamente stavo partecipando ad un imbroglio generale, una truffa, è arrivato il mio turno ed ho giocato 6 euro, VINCENDONE 2,07 dopo un’ora.
Sono contenta per la vincita e per aver devoluto ai terremotati dell’Abruzzo.
Nel retrocranio, in fondo nascosto, un pensiero mi dice che sono bue in una mandria senza meta, ma anche questo pensiero è complicato, l’ho rimando indietro ed attendo un’altra vincita.


Solito lunedì mattina, solito caffè con i miei due colleghi preferiti, solito inizio settimana così con un po’ di voglia e con un po’ di disamore. Ultime chiacchere sul marciapiede prima di rientrare in ufficio e poi lo vedo dall’altra parte della strada, distante il giusto per poterlo vedere bene ma non per dover ricambiare un saluto di circostanza.

Sta parlando con uno su una moto che non riconosco.  Non so perchè ma sfacciatamente mi giro e lo fisso.
Questo è l’uomo che mi ha fatto fuori dal mio lavoro … perchè lui era l’unico capo che doveva esistere in quel piccolo mondo. O forse semplicemente perchè è un cretino e non ha mai capito la differenza tra un’azienda privata ed un ufficio statale, dov’era impeigato prima.

Lo fisso e dico alla mia collega, che non ha neanche capito che stesse succedendo, che sono certa che gli ho rovinato la giornata. Lui smette di parlare e mi guarda, vuole fare il duro e mi fissa ma io non abbasso lo sguardo e continuo a fissarlo. Poi lui demorde  e si gira. 

Quello che doveva cambiare il mondo , spaccare tutto e  l’unica cosa concreta che è riuscito a fare e togliere le due travi che sostenevano l’impalcatura, adesso è stato trasferito in un reparto che si occupa del … ma non si sa bene, praticamente qualcosa meno delle fotocopie che hanno dato da fare a me quando mi ha manato via.

Sono felice per questo, so che non è corretto e che non mi fa onore ma stamattina mi ha fatto proprio bene poterlo guardare dall’alto in basso.
Ho dovuto aspettare 4 anni, ma la vendetta è un piatto che va servito freddo, o no?

Buon inizio settimana a tutti, a chi si è tolto i sassolini dalle scarper ed a chi se li deve ancora togliere.


Tra le attività ricreative che l’azienda mette a disposizione per i dipendenti, alfine di promuovere il sollazzo di quest’ultimi nonchè valutare il clima complessivo, ci sono anche sondaggi mensili.

Quello di settembre è veramente singolare. Recita così:

IN QUESTO MOMENTO VORRESTI:
1 – Più organizzazione
2 – Più lavoro
3 – Più ironia
4 – Più concentrazione

Ma secondo voi cosa si aspettano da domande cosi???

E voi che scegliereste???

Io sono indecisa tra l’ironia ed il lavoro


Un altro caffè mi ha aiutato e mi è tornata la rabbia per questa situazione del caz… Oggi manderò via quanti più curricula possibili ….

Non posso arrendermi.

Che desolazione ….


Una leggera nausea mi ha colpito stamane appena sveglia ….

Mi sentivo anche le gambe molli ed indolenzite ….

Con sommo sforzo mi sono tirata su ed ho eseguito meccanicamente le operazioni mattutine di lavaggio ….

Non me la sono sentita di prepararmi la colazione, pensando che mi avrebbe dato sollievo bere un cappuccino al bar.

Al bar ci sono passata, ma l’umore è  più tetro di prima ….

Sono in ufficio di lunedì mattina ore 9.30 e non ho niente da fare …. e sopratutto niente e nessuno sul quale sperare …. ho dato fondo a tutte le conoscenze e messo a disposizione quello di cui sono capace, ma non ne è venuto fuori niente.

E’ settembre tra un po’ e si prospetta un altro anno come quello appena passato, che desolazione ….

E per chi vorrà lasciare un commento del tipo beataa te o cose del genere, ricordo che avere niente da fare è molto, molto peggio che essere superoccupati. Avendo provato entrambi posso dirlo con certezza. Se poi qualcuno vorrà lasciare lo stesso un commento di quel tenore, buon per lui o per lei, perchè significa che non ha mai provato questo senso di sconfitta già dal lunedì mattina.


Storia matta. Ma d’altronde cosa altro può essere stasera. La serata è matta. Matta da ammattire. Ho mal di pancia, anzi ho mal di stomaco, proprio all’imbocco dello stomaco e se ci penso, al dolore intendo, mi fa pure male di più. La verità è che ho paura. Sì, sì ho paura. Forse se lo dico mi passa pure lo sfrigolio che sento nella testa ed il nodo alla gola, che poi coincidono perchè quando deglutisco, il battito che sento di sopra segna un colpo. Insomma da ammattire, per l’appunto.

E come se dovesse succedere qualcosa e non succede mai niente, e come avere un presentimento che non si avvera. Forse mi dovevo chiamare Cassandra, però non è esatto perchè lei le previsioni le azzeccava ma nessuno le credeva, io le assomiglio solo nel credere non nel prevedere. Vabbè, mi tengo il mio nome, anzi i miei, che due sono già difficili di per sè.

Debbo dire che quando ho scritto il raccontino, ero in fibrillazione per mia sorella e non pensavo davvero che mi potessero selezionare. Cioè, mi rendo conto che scrivo un po’ meglio della media e un po’ ci speravo che qualcuno notasse le mie 2000 battute, però da qua a che questo succedesse ce ne passa. E come chi compra un biglietto del supernalotto, spera ovviamente che sia vincente ma in fondo sa che le probabilità sono pressochè nulle, insomma lo compra per sognare e quello sicuramente lo ottiene. Ecco io ho scritto il raccontino per questo, per poter scrivere, per poter dire le cose secondo me nel modo che più mi piace, non l’avevo fatto leggere a nessuno ma perchè ripeto era mio, era il mio modo di intendere. E invece sono stata selezionata. E adesso ho 4 probabilità su 66. E non sono proprio pochissime, insomma il 6% di arrivare tra i primi quattro.
Venerdì si decide al Salone Internazionale del Libro, che non è proprio da buttare via come cornice di un’Iniziativa Letteraria. In realtà più che decidere, si proclama perchè le decisioni sono già state prese da una giuria qualificatissima, che al solo pensiero che hanno letto le 4 parole che ho racimolato mi ritorna il mal di pancia, il mal di testa ed il groppo alla gola. Porca miseria, a saperlo l’avrei perlomeno riletto ed avrei tolto un errore pazzesco. Però dell’errore se n’è accorto solo il mio capo massimo … o forse solo lui ha avuto il coraggio di dirmelo, non so. Comumque a tutti coloro che l’ho fatto notare mi hanno detto che le parole sono così incatenate l’una all’altra che non si nota, sarà!!!

Non volevo scrivere, non volevo scriverne ma non è che poi io sappia fare altro, mettere le parole l’una dietro l’altra mi permette di vedere le cose pià chiramente.

E quello che vedo adesso è che ho paura di non essere scelta, mi dispiacerebbe veramente tanto, non credevo neanche io di tenerci tanto, così tanto. Forse l’evento è più grande di quello che mi aspettavo, forse immodestamente mi sembra di aver scritto una buona cosa, però questo è un giudizio parziale perchè gli altri racconti non li ho visti. Non lo so, sono agitata. Forse sarebbe una piccola rivincita verso chi mi ha sempre deriso perchè leggevo in continuazione, forse forse forse quanti forse, la verità è che mi piacerebbe vincere perchè è bello arrivare primi ed, ormai. è tanto che non mi capita più.
Sì so che questo non mi fa tanto onore perchè scriverlo così spudoratamente è brutto, però a chi piace arrivare secondo? E terzo? E quarto? vabbè, chiudo qua perchè tanto più che sessantaseiesima non posso giungere.

 

 

I tecnicismi dei tecnici


Dopo aver annunciato 14 volte verbalmente che avrebbe inviato un fax o una mail, la mia collega si è decisa a produrre. Capisco che il momento di stasi deve essere riempito con parole altrimenti sembra che non ci sia molto da fare ma questo approccio al lavoro mi è sempre tornato ostico. Io sono per se c’è da fare c’è da fare, se non c’è da fare non c’è da fare. Muoversi con lo stesso ritmo in entrambi i casi lo trovo stupido, però probabilmente bisogna giustificare la proprio presenza, quindi gli avvisi servono a questo scopo.

Comunque leggo questa mail e trovo un termine che non conosco.  Chiamo la collega e le chiedo cosa intedesse per upfront e lei, prima di avvitarsi su se stessa nella spiegazione, esordisce:
Ah già, questo è un termine che usiamo noi tecnici e bla, bla, bla, aggiunge che se aggiungo questa percentuale all’altra con una media …… ( dice un altro termine inglese sottovoce però, pertanto intuisco che non lo conosce a fondo ) in 3 anni si raggiunge la percentuale che lei mi ha scritto sul foglio!!!
Nonostante io non sia un tecnico e nonostante mi sembra di conoscere qualche principio aritmetico, ascolto la spiagazioen della media …. che non mi convince affatto e chiedo se per caso intendesse che si tratta di pagamento una tantum.
Ah già, tu usi questo termine ( un po’ schifata pure ) si vede che hai fatto studi classici….

Ero indecisa se applicare immediatamente la mia nuova conoscenza del termine UPFRONT e mandarla subito ed anticipatamente aff… o applicare la media armonica e farlo ripetutamente nel tempo per i prossimi 3 anni?

Accetto suggerimenti.


Assolutamente inaspettata è arrivata una richiesta di un mio parere.
Non è molto, lo so, quasi niente ma in questo momento è stata la manna …

Darò il massimo dell’impegno e farò del mio meglio, io semino prima o poi qualcosa spunterà.
Per un paio di settimane ho riserva d’aria…
Anche il mio ego ne ha giovato, l’argomento verte sui massimi sistemi … non so bene come uscirne ma se hanno chiesto a me significa che qualcosa c’è, altrimenti perchè perdere tempo. So che chi si loda s’imbroda ma ne ho bisogno assoluto in questo momento.


Mi ero ripromessa di non farlo, di non pensarci più a questo lavoro di m…. che mi tocca sopportare. Mi sono detta che prima o poi passerà, mi sono pure letta l’articoletto di fondo di Alberoni sul Corriere che non serve a niente ma perlomeno mi offre un spunto per pensare …. e così stamane mi siedo alla scrivania co la certezza che prima o poi qualcosa succederà, decisa a non frami travolgere dallo sconforto e dal senso di impotenza.

Mi arriva una mail con la lista degli stipendi dei manager di questa bella azienda. Adesso io pensavo che guadagnassero bene ma qui si parla di rapina a volto scoperto. Per qualcuno va pure bene ma per altri è veramente uno scandalo. Mi sono molto arrabbiata, molto. Ci sono rimasta male.
Lo so che mi ero ripromessa di non incazzarmi ma è stato più forte di me.

Mi sono fermata perchè altrimenti la rabbia mi avrebbe invaso ed ho fatto mente locale per capire che cosa mi avesse fatto andare fuori di testa.

Non è la quantità di soldi, anche se è ingente, non mi fa gola quella. 
Mi dispiace non avere il mio lavoro, mi dispiace non avere la possibilità di poterci provare, mi dispiace non riuscire ad uscire da questo baratro, mi dispiace non avere nessuno che voglia scommettere su di me, mi dispiace avere delle persone che mi ostacolano senza motivi apparenti, mi dispiace per le persone che ho lasciato nel vecchio ufficio, mi dispiace non  aver mantenuto le promesse fatte, mi dispiace continuare a guardare il cellulare anche se so che non arrivano chiamate per me, mi dispiace essere costretta a arrabbiarmi davanti ad una lista di nomi …
Faccio finta di niente ma il mio lavoro mi manca profondamente. 
Ieri mio marito mi ha detto che ero diventata insopportabile e che dicevo sempre” ti ribalto” riferendomi a qualsiasi cosa. Probabilmente mi voleva solo tirare su di morale.
Ci ho pensato e come sempre lui tende ad esagerare, sono certa che mi “contiene” di più così placida, tutto qua.  Se potessi ribalterei tutto e tutti, lo farei anche adesso, solo che non posso.
Non sono meglio adesso, sono solo bloccata, semplicemente “non sono io”. A volte mi sembra di agonizzare …


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anniversari, auguri speciali, frasi d’amore, ricorrenze, lettere d’amore …
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http://soparlaredamore.myblog.it/
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Per chi vuole scrivere una lettera, una frase speciale, un augurio e non sa da dove iniziare ……
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Non so bene se sarebbe meglio avere qualcosa da fare …
Non so bene se sarebbe meglio avere qualcosa da pensare …
Non so bene se i giorni preciclo esasperano la situazione …

Al momento niente di tutto questo,
nè da fare, nè da pensare, solo tempo vuoto da riempire.
Meno male che è pagato ….

Nel frattempo ascolto musica


Ho ripreso ad inviare curriculum, oggi improvvisamente.

Non avevo neanche deciso chi e che cosa, avevo vecchi indirizzi che

avevo salvato.

Secondo me è statao decisivo stamane il puzzo alitale che emana la mia collega. aglio.jpgPensare di vivere nello stesso ufficio con questa qua che sembra una bambolina di porcellana ma se apre la bocca ti uccide, mi sembra troppo persino per me che sono rinomata per il grande spirito di sopportazione. 

Pertanto più del mobbing e della scemenza dei propri capi,  potè l’alito cattivo ……. questo scriverò sul mio CV se riesco ad andare via. ———————————————

Mediaset, MPS, Mega HR, Grandi Stazioni

Ma a questo punto non credo lo sarà mai … sono costretta a stare qua, a fare un lavoro che non mi piace per niente.  Tutti mi dicono che mi devo arrendere, lo dicono anche i fatti che veramente sono tutti contro di me ma io proprio non posso.  E che non ho ancora imparato a smettere di pensare…non so come fare, è che la testa va più veloce di me.

Allora dopo tutti gli sforzi fatti, oramai è da novembre 2004 che sono fuori, certo faccio pure dei lavori  carini ma non sono quello che vorrei fare io, proprio per niente.
Io a non avere un cazzo da fare, mi annoio a morte. Certo dovrei essere contenta che mi pagano per cazzeggiare ma se ci penso bene e traduco il pensiero un po’ meglio, questo significa pure che mi pagano per non pensare e questo mi mortifica. Mi deprime pure e tanto anche.

Adesso sembra che ci sia un altro ostacolo, e che sia insormontabile per il mio passaggio. Il mio nuovo presunto capo mi ha riferito di cercare altrove perchè qua per me non c’è niente da fare, certo, mi fa, la vita è lunga e non si può mai sapere. La tentazione di mandarlo affanculo superava qualsiasi pensiero logico ma mi sono fatta violenza ed ho desistito.
Per resistere a sentire le classiche scuse degli stronzi che non hanno neanche il coraggio di ammettere di esserlo, mi focalizzavo sui difetti e mi ritrovavo a ripetermi nella testa che uno con l’alito che gli puzza d’aglio non può essere credibile.
Finita la tortura, l’ho ringraziato e sono tornata nel mio ufficio.

Prima che la rabbia mi avvolgesse, sono andata dal mio attuale referente che mi aveva cercato. Mi ha detto che potevo pensare di restare lì, perchè potevamo accordarci per darmi maggiore visibilità in azienda. Altro colloquio, altro stronzo. La verità è che io faccio il lavoro di due persone ed ho le palle di quattro pertanto la collega che hanno scelto per sostituirmi, non sarà mai in grado di fare il mio lavoro, o almeno con la qualità attualmente richiesta. Aprofitto delle situazione è dico che dopo due anni, voglio un aumento o una promozione.  Nicchia ma pare sollevato, mi dice che si impegnerà a far sì che la cosa venga presa in considerazione se ovviamente scelgo di stare in questa funzione.
Dico ovviamente sì, anche perchè cosa avrei potuto dire dopo essere stata scaricata così elegantemente. Mentro dico sì sento che la stanza si stringe, so che non è possibile ma io sento che è proprio così.

Mi devo arrendere, se mi arrendo ed accetto la situazione di fatto, ne trarrò beneficio. Me lo dico da due giorni fino alla nausea.

Nel frattempo lo stronzo che mi ha scaricato al bar,  mi fa sapere per via traverse che sa che la cosa è ingiusta ed è disponibile ad aiutarmi anche attraverso altri canali.
La cosa mi solleva di morale. Lo so che non bisogna mai fidarsi degli stronzi ma non ho molte alternative e poi perlomeno posso pensare. E difatti parto come un missile; sempre per le vie traverse gli faccio arrivare un progetto che ho in testa. Trasecola e ne è entusiasta, non serve ad un cazzo ma è come dirgli guarda cosa si potrebbe fare volendo, trovo questa un’offesa nei suoi confronti più di tutti gli improperi che avrei potuto dirgli.

Oggi mi chiama il top manager, capo dello stronzo di cui sopra,  per farmi sapere che c’è stato un congelamento sulla mia candidatura. Ah ed io che pensavo di essermi semplicemente vestita leggera …. ecco perchè avevo freddino.

Mi risale la rabbia ma fa niente. Per il momento sfrutto la situazione dove sono, anche se solo a scriverlo mi sembra un atto ignobile, figuriamoci a farlo. Nel frattempo penso. Non posso arrendermi