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La giusta punizione


La giusta punizione per non aver fatto sciopero oggi è stare a sentire le “solite fregnacce” che spara  la mia collega di stanza ….

Chiari di luna economici da far tremare le gambe …. e lei parla con sua madre come se non la vedesse da anni ( l’ha lasciata a casa 20 minuti fa) e parla della ricetta di nonsochecosa… poi incurante delle urgenze che ha sul tavolo ( roba di lavoro, cioè inutile) si arrabbia per chissà quale inezia arrivata dall’altra parte del filo e tira fuori tutto il repertorio da DonnaDura che su di lei abbruttisce e involgarisce, se possibile, ancor di più …

E’ la gisuta punizione … oggi dovevo stare a casa in sciopero…


Sapevo che la situazione era seria … ma così grave, no, non immaginavo.

Quanto danni può fare l’incapacità, l’inanità di questo tipo di politica?

Sono SPAVENTATA perchè faccio fatica a pensare al futuro … non vedo spiragli.

E ricordo sempre la risposta di mio padre alla mia domanda, fatta più o meno a 8 anni:

D: Papà, ma qual’è la differenza tra destra e sinistra?

R: La differenza sta nelle soluzioni che si applicano ai problemi epr risolverli.

Oggi traduco … NON SIAMO TUTTI UGUALI.

 


Ci penso da ieri, da quando la notizia è rimbalzata dappertutto, dal metrò al bar, dagli uffici e in tutte le case, raggiungendo tutto il mondo possibile. O forse solamente tutto il mondo interessato.

Lui, il grande terrorista, capo indiscusso di tutti i terroristi che si rifanno ad una dottrina radicale islamica, mandante di tante stragi occidentali degli ultimi anni, forse dell’ultimo ventennio, è morto. Ammazzato da un commando CIA che curava da mesi un fortino-casa nei pressi della capitale pakistana, che per inciso non mi pare sia scenario di guerra o di occupazione america, o chissà cos’altro.

E’ c’è un primo sollievo, un sospiro che libera un’angoscia nascosta in un angolo di testa, dove relego tutte le paure che si assomano ogni qualvolta la “macchina della paura”  esercitata dai tg, dai giornali, dai programmi tv ecc. parte a bomba.

Ed immediatamente dopo, il sospiro si ferma, il sollievo già sostituito con un altro angoscioso pensiero. Ma dovevano ucciderlo per forza? Forse sì, la guerra non è un balletto dove ognuno conosce i propri passi e rispetta i movimenti altrui, no la guerra è caos assoluto, primordiale e forse nella calca la sparatoria non ha risparmiato ninete e nessuno. Eppure qualcosa stona ancora. E la stonatura viene confermata dal nuovo responabile CIA, tale Panetta, cognome che tradisce retaggio di immigrato italiano, chissà di quale generazione, che afferma che il commando era lì per uccidere.

E già mi dissocio, no non credo che nessuno abbia il diritto di disporre della morte di un altro. Chiunque esso sia. Chiunque. Se così non fosse come si può distinguere un terrorista da un altro, se tutti sono autorizzati ad uccidere senza inframezzare  un pensiero in tutto ciò, un seme di democrazia. Certo qualcuno potrà dire, sono stati loro ad iniziare per primi, ma adesso che siamo al pareggio che si fa? Aspettiamo che inizi qualcun altro?

Forse valeva la pena prenderlo e processarlo, far valere la democrazia, qualsiasi essa sia, in qulasiasi forma, ma democrazia.

Non credo che i tanti morti provacati da Al Qaeda siano stati ieri vendicati. Forse quei morti meritavano una forma di rispetto democratica più alta, quella che non hanno avuto in vita.

E non credo neanche che gli americani radunati ed esultanti davanti alla Casa Bianca siano molto diversi da quelli, vestiti più dimessamente certo, che esultano per le strade di polverose capitali di paesi islamici. Le ragioni sono diverse, ma il fanatismo si assomiglia moltissimo e talvolta è uguale.

Nella speranza che tutte le vittime del terrorismo possano avere Giustizia e possano vedere affermati valori democratci in tutto il mondo. Solo così, credo, che la loro morte non sarà stata vana.


Mostra a Palazzo Reale a Milano, fresca di inaugurazione.
Qualche info qua e là sull’artista e, munita di audioguida, inizio il giro delle sale.

Già dai primi autoritratti dell’artista si percepisce una grande inquietudine, un turbamento severo noto all’autore, che non si fa sconti, si ritrae senza fronzoli, duro e inclemente verso se stesso. E questo me lo rende quasi simpatico da subito, ma l’audioguida non è d’accordo con noi due e propina una versione più “accettabile” degli autoritratti, sostenendo che Hopper è un uomo quieto e che già dalle prime opere si percepisce ciò che diventerà, cioè il pittore della luce.

Fiduciosa mi reco nelle altre sale per vedere l’esposione della luce e trovo delle opere, sì luminose, ma di una luce riflessa, a volte rarefatta, comunque sempre triste, melanconica. Talvolta luce e paesaggi sono così insoliti e poco probabili da sembrare che si scontrino, antogonisti senza nessun punto di collegamento, fissi uno all’altro, luce contro case geometriche. L’audioguida parla di atmosfere bucoliche e luce riflessa di stati d’animo, forse felici e forse malinconici, l’artista lascia a chi guarda la scelta. Secondo me, non c’è affatto scelta, solo immensa solitudine in rappresentazioni desertiche.

Si passa, poi, alla sala erotica – veramente descritta così dai curatori della mostra. Ebbene, non ho mai visto niente di più desolante delle donne nude di Hopper.
In attesa, davanti ad una finestra o sedute sul letto con una sfera di freddo sole invernale che le invade. Nessun calore da quella luce. La sensualità lontana anni ed anni luce.

In ultimo, la sala più importante con i dipinti di CapeCod, dei fari e delle case vittoriane. Un trionfo di crudo realismo, che non lasci spazio a speranza, solamente incomunicabilità che colpisce tutto e tutti.  L’audioguida, con voce entusiasta, racconta che le opere dell’età avanzata mostrano tutto il profondo realismo di Hopper. Non specifica altro!

Adesso mi chiedo, ma sono io che non ho capito niente o anche Hopper ha passato le forche caudine del politicamente corretto ? Forse sono solo io di cattivo umore, eppure rigurdando queste opere … proprio non ce la faccio a parlare di pittore della luce, del tempo e della memoria!


Sabato al centro commerciale … soliti acquisti e varie.
Tra le varie, giocata al nuovo gioco Win For Life.

In coda dietro a 10 persone, coda che superava ampiamente la capienza della saletta del tabacchi, cerco di capire meglio le modalità di gioco … non chiarissime, se non nel fatto che se vinci ti danno 4.ooo,00 euro al mese per 20 anni. I giornali da una settimana non parlano d’altro, il meccanismo e le possibilità di vincere sono argomenti noiosi, perciò non trattati.

La prima cosa che mi salta agli occhi è che c’è un’estrazione ogni ora, ripeto OGNI ORA; c’è da far venire la dipendenza da gioco d’azzardo anche alle vecchiette più miti di questo mondo, ma questo aspetto verrà alla luce tra qualche mese, adesso è il momento di far cassa quindi non bisogna pensarci.

Seconda cosa, è che il ricavato del gioco va ai terremotati dell’Abruzzo … in coda elaboro pertanto che sto pagando, contenta, una tassa che il Governo nella sua magnamità non ha voluto estendere a tutti i cittadini, ma solamente a quelli più deficienti, tra cui io, che non avendo altri motivi per sperasre nel futuro lo fanno comprando una schedina di 4-6-8 euro a secondo delle possibilità e che vale per 2-3-4 ore.
Mi cheido se non era meglio che ciascuno di noi, a secondo del reddito, pagasse quanto dovuto… anche i vari ricchi a vario titolo e non solo chi ha bisogno di sperare…
Ma anche questo aspetto è troppo complesso per essere affrontato pubblicamente.
Facendo due conti, il montepremi per ciascuna ora è di circa 500.000,00 euro per 8 volta al giorno. I conti sono presto fatti, con una tassa estesa a tutti ce la saremmo cavati con molto meno, tutti.
E mentre sentivo che praticamente stavo partecipando ad un imbroglio generale, una truffa, è arrivato il mio turno ed ho giocato 6 euro, VINCENDONE 2,07 dopo un’ora.
Sono contenta per la vincita e per aver devoluto ai terremotati dell’Abruzzo.
Nel retrocranio, in fondo nascosto, un pensiero mi dice che sono bue in una mandria senza meta, ma anche questo pensiero è complicato, l’ho rimando indietro ed attendo un’altra vincita.


Settembre mese di analisi cliniche e check up. La ginecologa aggiunge, alla già lunga lista, anche un’ecografia mammaria.  Vado dal medico curante per le prescrizioni di rito.

Mi chiede:

– Quanti anni ha?

Rispondo:

– 37, perché?

Mi guarda con attenzione e ribatte:

– No, perché dai 45 anni è gratuita.

La mia espressione facciale di sbigottimento, deve suggerirgli qualcosa. Apre quindi un manualetto sulla scrivania ed alza la testa, dicendo:

Ah, mi ero sbagliato. L’ecografia è sempre a pagamento, non ha limite di età…

Soddisfatto della risposta continua a trascrivere le altre analisi.

Pertanto, ha fatto questa TREMENDA gaffe per scoprire che potevo anche avere 75 anni ed avrei pagato lo stesso o pensava davvero che potessi avere già 45 anni?????
La risposta non la voglio conoscere.


Comfermo che il rientro dalle vacanze è terminato oggi a MILANO.

Eravamo tutti sulla Linea 1 della Metropolitana alle 8.00.

 

In più qualcuno si è anche portata qualche parente ed amico in tarsferta…….

 

Buon inizio di settembre, non c’è che dire.

 

 

 

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Questa è la settimana della moda femminile a Milano.

Stamattina dovevo ritirare dei documenti in giro per Milano e, dati i tempi stretti, ho deciso di muovermi in taxi.

Stranamente radiotaxi mi ha risposto subito. Avevo preventivato 10 minuti d’attesa telefonica per prendere la linea e trovare disponibilità, invece sono stata smentita.
Ho pensato che, finalmente, si fossero organizzati ed avessero aumentato la disponibilità di macchine per questo appuntamento.

Il tempo di percorrenza che generalmente è di 20 minuti, è stato di 20 minuti, non abbiamo trovato più traffico rispetto ad una normale giornata di maggio-giugno.
Ed a pensarci bene anche in metrò, non ho visto tanta gente strana; quelli della moda li vedi subito perchè vestono, oggi, come si farà tra due anni.

Mi è venuto il dubbio di aver sbagliato data, ed invece no, il tassista mi ha confermato che i giorni sono questi, ma ha aggiunto c’è poca gente in giro. La moda, ha detto, vive in un ambiente così alto che la città quasi non se ne accorge.

Purtroppo è vero. Il settore che produce il 6% del PIL italiano ed il 20% delle esportazioni, passa da qua e solamente da qua, e Milano non se ne accorge neppure.

Non c’è una sfilata pubblica, una festa in piazza, una manifestazione che coinvolga la gente, tutta, e non solo quelli che ci lavorano. Rien de rien ….

Allora mi è venuta l’illuminazione.

Vorrei suggerire al sindaco di Milano ed ai Responsabili della Camera della Moda di:

Invitare i cittadini a vestirsi con un colore specifico per ogni giorno della settimana:
Lunedì – Rosso
Martedì – Blu
Mercoledì – Nero
……( pensa i venditori e chi è qua per affari come percepirebbe positivamente questo aspetto …. e poi sai che bello vedere tutti in metrò con qualcosa di rosso …. Milano non sembrerebbe nemmeno tanto triste)

Ed infine la possibilità, dopo aver sfilato, di raccogliere i capi in una mostra che resterebbe aperta a tutto il pubblico ….

Per chi dirà che non è possibile, che qui si fa business, ricordo che alla Fiera del Libro di Torino ci sono gli editori grandi-grandissimi ma si può anche andare a fare un giro. Ed ogni cittadino di quella città si accorge che c’è la Fiera .

A Milano stamattina ti accorgevi solo dei cantieri di Mi-Isola molto desolati.

Per chi volesse maggiori informazioni sugli eventi della settimana
http://www.cameramoda.it/eventi/eventi_mostra.php?T=D ….


Da un mail inviata da un’amica:

  Lo sai che esistono 3 miliardi di donne che

 non assomigliano a super modelle?

 E solo otto lo sono.

   
 
 

 

 

Lo sapevi che Marilyn Monroe indossava la taglia 46?

 

Se Barbie fosse una donna vera, 

sarebbe costretta a camminare a

quattro zampe per via delle sue

 proporzioni!  

 
  
 
 
 

 

La donna “media” pesa 66 kg . ed indossa una taglia compresa tra la 44 e la 46.

 
 

 
Una donna su quattro fra i 20 e i 25 anni soffre di disordini dell’alimentazione.

 

 

 

 

 

Le modelle sulle riviste sono PETTINATE

 – NON Perfette!!

 

  

Uno studio psicologico del 1995 ha dimostrato che 3 minuti trascorsi a guardare una rivista di moda provoca nel 70% delle donne una sensazione di depressione, colpa e di VERGOGNA!

 

                                                Le modelle di 20 anni fapesavano l’ 8%

 in meno della donna “media”.

Oggi pesano il 23% in meno……


Se ho capito bene:

  • si è vivi appena avviene il concepimento e non quando si nasce
  • siè morti quando non si respira più e non batte più il cuore (non è importante che gli organi siano autonomi possono anche farlo con l’aiuto di macchine)  e non quando non c’è più coscienza.

RIpeto, se ho capito bene questo è il messaggio del Vaticano ( non ho scritto Chiesa apposta perchè so che questa conosce la pietà ).

Beh, così la vita media degli uomini ( anche delle donne ) si allunga terribilmente, sarà questo lo scopo al quale tende questa teoria????

 

Per chi vuole appronfodire l’argomento “morte cerebrale” http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2


Non lo so se sono diventata vecchia io o è diventata vecchia lei, ma a me Madonna non piace più.

Mi sembra che, nell’intento di trovare nuove cose da dire, tenda all’esagerazione … che può essere anche una soluzione per una ventenne … ma per una cinquantenne può iniziare a sfiorare il ridA pochi giorni dal 50esimo compleanno, Madonna ha sfoggiato un fisico muscoloso e scolpito sul palco del Cardiff Millennium Stadium, prima di 50 tappe dello «Sticky and Sweet» tour, tra cui Roma il 6 settembre. (Afp)icolo ….

E mentre facevo queste riflessioni davanti alle immagini dell’ultimo concerto, mio marito accanto a me dice che Madonna sa esattamente come colpire la fantasia erotica di un uomo.

Che dire, siamo sulla stessa lunghezza d’onda!!!!


Mio figlio, da buon ragazzino nato sotto la stella buona di Internet, vuole fare affari con gli Stati Uniti e comprare da un venditore americano (e.bay) delle carte di Yugi Yoo.

Dato che è un bravo bambino e non gli posso sempre dire di no, complice anche il cambio Euro-Dollaro molto favorevole ( ne l’ha detto il bimbo!!! ), dico che va bene e che mi informo su come fare un vaglia postale negli States.

Vado in posta centrale a Cordusio, sede operativa aperta praticamente sempre, l’avanguardia delle Poste, e chiedo lumi.

Un signore molto disponibile mi chiede che tipologia di vaglia desidero inviare,  Normale o Prioritaria.

Chiedo i pressi per entrambi e dato che la Normale costa 5 Euro circa, scelgo quella.

Aspetto un po’ e vedo che c’è qualcosa che non va. Mi dice che purtroppo per gli USA non si può usare i vaglia normali ma solo quelli veloci. Il costo è 30 Euro.

Chiedo se ci sono alternative dato che devo trasferire 29 USD, circa 17 Euro. Pagare la spedizione più di quant devo èagare, mi sembra un controsenso.

Mi risponde che posso mettere i soldi in busta, chiuderla e spedirla con francobollo prioritario.

Lo fisso per vedere se mi stava prendendo in giro, ma invece è serio.

Saluto e vado perchè non ho voglia di mettermi a fare polemiche che non servirebbero a niente.

E mentre esco penso ma se mio figlio è figlio del XXI secolo, le poste in che secolo sono?


Oggi in ufficio è venuta una mia amica con il bimbo di 4 mesi. L’hanno bloccata ai tornelli perchè non si può entrare con un minore. 

Vabbè grazie alle mie consocenze ho chiamato un altro amico ed ha interceduto affinchè si facesse un eccezione a questa regola. Lui ha ottenuto il permesso di entrata con la sua supervisione.

Siamo saliti e lei ha fatto il giro di tutto il piano, incurante di lui che aspettava. Ha distribuito dolci e dolcini e chiaccherato con tutti. Io mi sentivo un po’ in imbarazzo per lui che era lì che aspettava.

Poi il bambino ha iniziato a piangere e lei ha chiesto un posto dove poterlo allattare. Siamo andate da me e siamo state un po’ a parlare mentre allattava. Mi ha raccontato della sua nuova vita da mamma con grande entusiasmo e mi ha fatto piacere sentirla così felice.
Poi, timidamente, dopo una ventiana di minuti, le ho chiesto di andare se non peraltro perchè ci aspettava fuori dalla porta il mio amico. Lei ha risposto che tanto era venerdì e se non lavorava un po’ non gli sarebbe certo dispiaciuto.

Forse ha ragione, ma la sua risposta è dispiaciuta a me. Mi era già capitata altre volte, in piccoli gesti, di trovarla un tantino arrogante, ma tendo sempre a giusitificare certi atteggiamenti ma oggi mi ha deluso. Lui era lì per un favore a me, non era lì per scorrazzare lei nel palazzo e secondo me, il fatto che si sia derogato chiaramente ad una regola, meritava perlomeno attenzione invece che ironia.

Anche un’altra volta l’aveva fatto in metrò. Era incinta ed eravamo appena entrati nel vagone. Era andata vicino ad un ragagzzo e gli aveva chiesto se la faceva sedere perchè era incinta. Questi si era immediatamente alzato, e forse lo avrebbe fatto lo stesso se gli avesse lasciato il tempo di accorgersene che aveva il pancione. Qualcuno dirà forse non lo avrebbe fatto, e potrebbe anche aver ragione, ma per quanto stanca sia pretendere con quel tono non è mai una bella cosa.

 Non so mi da l’idea che certe cose le siano dovute, e questo suo atteggiamento mi disturba, mi sembra sinonimo di piccolezza d’animo.


La serata è stata perfetta. Si è incastrato tutto alla perferzione.

Il mio racconto ha preso vita, indipendetemente da me,  ed ha varcato spazi che nemmeno immaginavo.

Le mie parole hanno dato voce alle emozioni di tante persone diverse, ciascuna con le proprie motivazioni personali, e non pensavo di esser capace di far tanto.

Avevo proprio bisogno di vincere. Mi sento rinascere ad ogni complimento, ad ogni attestazione d’affetto, ad ogni segnale positivo che arriva.

Ho trascurato il blog e mi  dispiace, spero di rifarmi nel we…

icone blog


Ma c’è un motivo per il quale non appaiono più le icone nei commenti ed al loro posto ci sono i ghirigori geometrici?

Mi è sfuggito qualcosa?