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Che brutto ieri sera De Gennaro da Fazio, che tristezza che mi ha fatto. Si sarà pure saldo il piglio che ha, per carità ma  l’impegno, anzi il miracolo, che richiede la mia città per essere salvata è ben altro. E mi pareva che non capiva neanche un caz.. di quello che dicesse. Esaminava il problema slegandolo dal resto, come se la malavita, la camorra, il cattivo governo, la cattiva gestione, la pigrizia di tutti, l’attagiamento suicida della popolazione non c’entrassero niente.

Oh mio Dio e come la vuoi affrontare l’emergenza così?

Eravamo scarsi a muri di gomma a Napoli……….. il problema è che io non vedo uno. dico uno, capace di prendere in mano questa situazione.

Se Gesù Cristo oggi decidesse di tornare e di approdare in Italia, sarebbe malato di cancro – effetto diossina ed abiterebbe tra Casale e Secondigliano.

 Nel frattempo Saviano scrive su Repubblica: NIENTE è cambiato. Si è tentato – tardi, tardissimo – ma non si è risolto nulla. L’esercito, i volontari, la pazienza e le proteste. Ma tutto versa nello stesso stato di prima. O quasi. Il centro e le piazze vengono salvati, si cerca di non farli soffocare dai sacchetti. E nella scelta dei luoghi in cui raccoglierli emerge la differenza fra le zone e le città. Zone dove conviene pulire per evitare che turisti e telecamere arrivino facilmente, strade dove vivono professionisti e assessori. E invece altre dove la spazzatura può continuare ad accumularsi. Tanto lì la monnezza non va in prima pagina. (continua http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-5/anima-monnezza/anima-monnezza.html )

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Dramma nel dramma

Mi chiama un collega che non sentivo da un po’ per salutarmi ed esordisce così:

Ho visto le notizie dell’immondizia a Napoli e mi sei venuta in mente tu……

Forse mi dovevo offendere  ….

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Certo non è stato il migliore soggiorno a casa dei miei … Partiti mercoledì mattina, siamo arrivati al pomeriggio, in stazione mio fratello e fidanzata. Andiamo a casa ma in strada mi prende il magone, ma la mia città è una fogna a cielo aperto? C’è munezza dapertutto, che tristezza!
In tangenziale uno tranquillamente gira in bicicletta, sì in bicicletta. A me prende male, mi devo trattenere, e non è che io sia una dalla lacrima a portata di mano, diciamo.

Arrivo a casa e trovo mamma e papà, un po’ invecchiati, di più mio padre, penso che devono essere le liti con le sorelle che non gli hanno giovato. Da lì parte il fiume di parole  … in 5 ore circa mi condensano gli eventi di queste settimane, i termini avvocato, sorelle, eredità, casa sono ripetuti ciascuno 50 volte; sì le ho contate!

Verso sera arriva mia sorella e si cena, dopo mio figlio si mette a giocare con mio papà con il mini biliardo. Tira una biglia, questa ribalza su un’altra e lo colpisce sul dente davanti tranciandoglielo di netto.  Non credo ci siano parole per dirvi il dolore che mi ha assalito il petto quando l’ho visto. Mi sono maledetta 100 volte, avrei voluto urlare ma mio padre e mia madre c’erano rimasti peggio di me e non sapevo con chi prendermela. Il bambino piangeva disperato perchè si vergognava. Mia sorella ha tentato di chiamare un dentista e questi ci ha suggerito di metterlo nel latte, magari si poteva riattaccare.

Sono salita su in camera a chiamare Gianni e volevo piangere forte ma non ho potuto, lui c’è rimasto male e per evitare che potesse dire cose del tipo: MA COME AVETE FATTO? Sono stata molto fredda. Ovviamente lui la frase ha evitato di dirla a voce alta ma io l’ho sentita uguale.
Giovedì mattina ho chiamato il mio dentista che mi ha rassicurato sulla possibilità di attaccare il dente.

I restanti giorni sono scorsi un po’ così, con il peso sul cuore mio che aumentava ogni qualvolta lo guardavo. Sì lo so che è solo un dente ma l’idea che ho del mio bambino restava intaccata da quell’imperfezione, non so come spiegarlo ma mi sembrava guastato … “lingua mortal non dice quel che io sentiva in seno”.  So che sono parole usate per amore ma vanno bene anche per me.

Stamane il dentista gli ha sistemato il dente, attaccandoglielo. Dobbiamo aspettare qualche giorno per vedere se il nervo non è intaccato altrimenti dobbiamo devitalizzarlo. Speriamo di no. Il bimbo era contentissimo oggi e anche tutti gli altri, mamma, papà, sorelle e Gianni. Che ovviamente sollevato alla vista del suo bambino tornato a posto, mi ha detto la fatidica frase: MA COME AVETE FATTO? Poi un po’ si è corretto ed io che volevo piangere adesso che sembra tutto a posto, non ho potuto.


Ultima notizia:

Napoli: tabaccaio ucciso per strada

Un tabaccaio di 47 anni è stato ucciso questa mattina a Sant’Antimo (Napoli). L’uomo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato avvicinato da alcuni malviventi in piazza Matteotti, che gli hanno esploso contro alcuni colpi di pistola. Gli investigatori stanno seguendo la pista del tentativo di rapina. L’uomo aveva dei soldi in tasca che, molto probabilmente, doveva versare in banca.

MA COME SI FA A VIVERE A NAPOLI E DINTORNI IN QUESTE CONDIZIONI? COME SI PUO’ PERMETTERE CHE UNA PERSONA CHE STAVA FACENDO IL PROPRIO LAVORO VENGA AMMAZZATO COSì A 45 ANNI? MA PERCHè LA MIA TERRA E’ COSì LASCIATA ANDARE? E che non mi si venga a dire che è dappertutto così, perchè non è dappertutto così.

SONO ADDOLORATA