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Tra le attività ricreative che l’azienda mette a disposizione per i dipendenti, alfine di promuovere il sollazzo di quest’ultimi nonchè valutare il clima complessivo, ci sono anche sondaggi mensili.

Quello di settembre è veramente singolare. Recita così:

IN QUESTO MOMENTO VORRESTI:
1 – Più organizzazione
2 – Più lavoro
3 – Più ironia
4 – Più concentrazione

Ma secondo voi cosa si aspettano da domande cosi???

E voi che scegliereste???

Io sono indecisa tra l’ironia ed il lavoro

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Un altro caffè mi ha aiutato e mi è tornata la rabbia per questa situazione del caz… Oggi manderò via quanti più curricula possibili ….

Non posso arrendermi.

Che desolazione ….


Una leggera nausea mi ha colpito stamane appena sveglia ….

Mi sentivo anche le gambe molli ed indolenzite ….

Con sommo sforzo mi sono tirata su ed ho eseguito meccanicamente le operazioni mattutine di lavaggio ….

Non me la sono sentita di prepararmi la colazione, pensando che mi avrebbe dato sollievo bere un cappuccino al bar.

Al bar ci sono passata, ma l’umore è  più tetro di prima ….

Sono in ufficio di lunedì mattina ore 9.30 e non ho niente da fare …. e sopratutto niente e nessuno sul quale sperare …. ho dato fondo a tutte le conoscenze e messo a disposizione quello di cui sono capace, ma non ne è venuto fuori niente.

E’ settembre tra un po’ e si prospetta un altro anno come quello appena passato, che desolazione ….

E per chi vorrà lasciare un commento del tipo beataa te o cose del genere, ricordo che avere niente da fare è molto, molto peggio che essere superoccupati. Avendo provato entrambi posso dirlo con certezza. Se poi qualcuno vorrà lasciare lo stesso un commento di quel tenore, buon per lui o per lei, perchè significa che non ha mai provato questo senso di sconfitta già dal lunedì mattina.


Assolutamente inaspettata è arrivata una richiesta di un mio parere.
Non è molto, lo so, quasi niente ma in questo momento è stata la manna …

Darò il massimo dell’impegno e farò del mio meglio, io semino prima o poi qualcosa spunterà.
Per un paio di settimane ho riserva d’aria…
Anche il mio ego ne ha giovato, l’argomento verte sui massimi sistemi … non so bene come uscirne ma se hanno chiesto a me significa che qualcosa c’è, altrimenti perchè perdere tempo. So che chi si loda s’imbroda ma ne ho bisogno assoluto in questo momento.


Mi ero ripromessa di non farlo, di non pensarci più a questo lavoro di m…. che mi tocca sopportare. Mi sono detta che prima o poi passerà, mi sono pure letta l’articoletto di fondo di Alberoni sul Corriere che non serve a niente ma perlomeno mi offre un spunto per pensare …. e così stamane mi siedo alla scrivania co la certezza che prima o poi qualcosa succederà, decisa a non frami travolgere dallo sconforto e dal senso di impotenza.

Mi arriva una mail con la lista degli stipendi dei manager di questa bella azienda. Adesso io pensavo che guadagnassero bene ma qui si parla di rapina a volto scoperto. Per qualcuno va pure bene ma per altri è veramente uno scandalo. Mi sono molto arrabbiata, molto. Ci sono rimasta male.
Lo so che mi ero ripromessa di non incazzarmi ma è stato più forte di me.

Mi sono fermata perchè altrimenti la rabbia mi avrebbe invaso ed ho fatto mente locale per capire che cosa mi avesse fatto andare fuori di testa.

Non è la quantità di soldi, anche se è ingente, non mi fa gola quella. 
Mi dispiace non avere il mio lavoro, mi dispiace non avere la possibilità di poterci provare, mi dispiace non riuscire ad uscire da questo baratro, mi dispiace non avere nessuno che voglia scommettere su di me, mi dispiace avere delle persone che mi ostacolano senza motivi apparenti, mi dispiace per le persone che ho lasciato nel vecchio ufficio, mi dispiace non  aver mantenuto le promesse fatte, mi dispiace continuare a guardare il cellulare anche se so che non arrivano chiamate per me, mi dispiace essere costretta a arrabbiarmi davanti ad una lista di nomi …
Faccio finta di niente ma il mio lavoro mi manca profondamente. 
Ieri mio marito mi ha detto che ero diventata insopportabile e che dicevo sempre” ti ribalto” riferendomi a qualsiasi cosa. Probabilmente mi voleva solo tirare su di morale.
Ci ho pensato e come sempre lui tende ad esagerare, sono certa che mi “contiene” di più così placida, tutto qua.  Se potessi ribalterei tutto e tutti, lo farei anche adesso, solo che non posso.
Non sono meglio adesso, sono solo bloccata, semplicemente “non sono io”. A volte mi sembra di agonizzare …


Ma a questo punto non credo lo sarà mai … sono costretta a stare qua, a fare un lavoro che non mi piace per niente.  Tutti mi dicono che mi devo arrendere, lo dicono anche i fatti che veramente sono tutti contro di me ma io proprio non posso.  E che non ho ancora imparato a smettere di pensare…non so come fare, è che la testa va più veloce di me.

Allora dopo tutti gli sforzi fatti, oramai è da novembre 2004 che sono fuori, certo faccio pure dei lavori  carini ma non sono quello che vorrei fare io, proprio per niente.
Io a non avere un cazzo da fare, mi annoio a morte. Certo dovrei essere contenta che mi pagano per cazzeggiare ma se ci penso bene e traduco il pensiero un po’ meglio, questo significa pure che mi pagano per non pensare e questo mi mortifica. Mi deprime pure e tanto anche.

Adesso sembra che ci sia un altro ostacolo, e che sia insormontabile per il mio passaggio. Il mio nuovo presunto capo mi ha riferito di cercare altrove perchè qua per me non c’è niente da fare, certo, mi fa, la vita è lunga e non si può mai sapere. La tentazione di mandarlo affanculo superava qualsiasi pensiero logico ma mi sono fatta violenza ed ho desistito.
Per resistere a sentire le classiche scuse degli stronzi che non hanno neanche il coraggio di ammettere di esserlo, mi focalizzavo sui difetti e mi ritrovavo a ripetermi nella testa che uno con l’alito che gli puzza d’aglio non può essere credibile.
Finita la tortura, l’ho ringraziato e sono tornata nel mio ufficio.

Prima che la rabbia mi avvolgesse, sono andata dal mio attuale referente che mi aveva cercato. Mi ha detto che potevo pensare di restare lì, perchè potevamo accordarci per darmi maggiore visibilità in azienda. Altro colloquio, altro stronzo. La verità è che io faccio il lavoro di due persone ed ho le palle di quattro pertanto la collega che hanno scelto per sostituirmi, non sarà mai in grado di fare il mio lavoro, o almeno con la qualità attualmente richiesta. Aprofitto delle situazione è dico che dopo due anni, voglio un aumento o una promozione.  Nicchia ma pare sollevato, mi dice che si impegnerà a far sì che la cosa venga presa in considerazione se ovviamente scelgo di stare in questa funzione.
Dico ovviamente sì, anche perchè cosa avrei potuto dire dopo essere stata scaricata così elegantemente. Mentro dico sì sento che la stanza si stringe, so che non è possibile ma io sento che è proprio così.

Mi devo arrendere, se mi arrendo ed accetto la situazione di fatto, ne trarrò beneficio. Me lo dico da due giorni fino alla nausea.

Nel frattempo lo stronzo che mi ha scaricato al bar,  mi fa sapere per via traverse che sa che la cosa è ingiusta ed è disponibile ad aiutarmi anche attraverso altri canali.
La cosa mi solleva di morale. Lo so che non bisogna mai fidarsi degli stronzi ma non ho molte alternative e poi perlomeno posso pensare. E difatti parto come un missile; sempre per le vie traverse gli faccio arrivare un progetto che ho in testa. Trasecola e ne è entusiasta, non serve ad un cazzo ma è come dirgli guarda cosa si potrebbe fare volendo, trovo questa un’offesa nei suoi confronti più di tutti gli improperi che avrei potuto dirgli.

Oggi mi chiama il top manager, capo dello stronzo di cui sopra,  per farmi sapere che c’è stato un congelamento sulla mia candidatura. Ah ed io che pensavo di essermi semplicemente vestita leggera …. ecco perchè avevo freddino.

Mi risale la rabbia ma fa niente. Per il momento sfrutto la situazione dove sono, anche se solo a scriverlo mi sembra un atto ignobile, figuriamoci a farlo. Nel frattempo penso. Non posso arrendermi

Sarà sfiga?


Mi va bene il fatto che non c’è una cosa, una, che ho fatto sul lavoro sia andata bene nell’ultimo anno. Mi va bene aver fatto 15 colloqui e svariate prove per spostarmi di Funzione, non promuovere, non aumento dello stipendio, solo sposamento. Mi va pure bene che il personale attuale si sia rifiutato di spostarmi perchè “incedibile”. Mi va bene aver fatto il lavoro del personale ed aver trovato una degna sostituta e la sostituta della mia sostituta, in modo che tutti gli animi fossero placati. Ma se adesso comunque e nonostante tutto nessuno più si fa sentire ed io mi sono già esposta con il mio personale dicendo che dovevo andare via,  cioè se  a una certa dose di danni si aggiunge pure la beffa …. devo iniziare a pensare che sia colpa della sfiga?

Altro colloquio


Oggi quasi a sorpresa, avvisata ieri ore 19.30, ho fatto un altro colloquio con il responsabile di tutto il settore.

Adesso mi manca l’Amministratore delegato e poi vado in Borsa a presentarmi agli azionisti….

Neanche quando l’azienda ha cambiato proprietà, sono stati fatti tanti colloqui.

Che dire: Io speriamo che me la cavo

Sostituzione al funerale


Anno nuovo e  mi sono ripromessa di non prendermela più tanto per il lavoro ( anche se sono certa che non ci riuscirò) e di trovare solamente i lati divertenti di ciò che mi succede intorno … pensavo di dover aspettare chissà quanto ed invece stamane…..

Parlo con il mio collega e discorrendo del più e del meno mi dice che il suo capo oggi è molto occupato. Siccome questo signore mi dovrebbe dare una risposta su un incontro da circa un mese, chiedo cosa ha da fare.
Mi dice che in mattinata è riunito e nel pomeriggio   deve sostituire il direttore ( suo capo diretto) ad un funerale.

Certa di non aver sentito bene, a volte i telefoni fanno brutti scherzi tra interferenze e cadute di rete, chiedo di ripetere. Ebbene sì, deve sostituire il suo capo al funerale……….

Siccome questa oltre ad essere una grande azienda è anche un’azienda grande,  non mi dovrei meravigliare più di niente oramai, eppure sono ancora qui che mi chiedo:

  1. Ma come si fa a sostituire uno ad un funarale?
  2. E che si mette un cartellino con scritto: IO SONO AL POSTO DI …?
  3. Ma si dovrà anche commuovere al posto dell’altro?


Sono loro, sono tornati, soltanto che non hanno la cotta ma il doppiopetto, invece che soldati di ventura si fingono manager ….

Questa è l’immagine che mi è venuta in mente ieri guardando questi 4 pellegrini che giravano nei corridoi. Trattasi del nuovo management di una funzione che dovrebbe avere un certo ruolo in azienda, e sul quale io contavo per ritornare a fare il lavoro che mi piaceva, cioè il mio lavoro. Ma ovviamente ho puntato male le mi fishes …

Sono andati all’importante riunione con il personale ed hanno fatto un tonfo tremendo, credo che non sono riusciti neanche a parlare, anzi ne sono certa.

Da un punto di vista personale, mi spiace perchè, secondo me, c’era qualche presupposto per fare bene, da un punto di vista più generale, vedendoli come si sono mossi fino ad ora, dico che se lo sono proprio meritati perchè sono degli incapaci, e non contanto nulla.

Si lo so che mi sono giocata una delle ultime chances e mi sento molto giù, ma d’altronde megliimages.jpgo saperlo subito che dopo.

Nel frattempo, stamattina, mi si stringe il petto e ho voglia di piangere ma tengo duro, io tengo sempre duro, non serve a niente ma tengo duro lo stesso. Vorrei essere cretina, vorrei riuscire a placare la testa, forse no, forse vorrei solo un’altra occasione…. meglio che continui a inviare curriculum


Siamo arrivati al ristorante verso le 12.00, un po’ prestino ma ci hanno fatto accomodare subito.
Appena seduti ci hanno serviti gli antipasti. Vabbè, così damblè,  abbiamo iniziato a mangiare. E poi i bambini quando devono aspettare si innervosiscono. 
In due minuti ci hanno riempito il tavolo di antipasti. Devo dire tutto molto buono, in particolare il patè, di non si sa che cosa, era squisito.
Siccome praticamente non avevo ancora avuto il tempo di salutare le mie amiche che vedo raramente, stavo cercando di avvicinarmi ma hanno servito immediatamente il risotto. Abbiamo iniziato a ridere, pregando i papà presenti a mangiare lentamente, altrimenti entro le 13.00 avremmo già finito. Entro 30 secondi è arrivato l’altro primo.
Masticando lentamente, abbiamo mangiato i primi ma inesorabile appena sparecchiati i piatti, hanno servito i secondi. Buoni, molto buoni pure i secondi. Il vitello con lo zola, poi, una vera leccornia.
Alle 13.45 avevamo praticamente finito, premettendo che avevamo masticato lentamente e chi finiva prima veniva reguardito aspramente.
Ci siamo detti che se eravamo a lavoro potevamo tranquillamente timbrare la mezz’ora.

Finito tutto, i bimbi sono migrati nel giardino con mamme. Ai papà hanno cercato di sevrire per ben 3 volte i caffè. Loro hanno desistito ma non c’è stato verso alle 13.50 i caffè erano in tavola, accompagnati da dolce e ammazzacaffè.Finito il pranzo, alle 14.00 non sapendo più cosa fare ci siamo accomodati fuori nel bel patio. I bimbi hanno giocato in giardino e noi a prendere il sole del pomeriggio, molto piacevole dopo il tour de force mangereccio. Fortunatamente, ci hanno lasciati fuori tranquilli fino alle 16.oo e quindi abbiamo potuto chiaccherare senza particoalre affanni.Che dire, che se non fosse stata per la foga, sarebbe stato un pranzo perfetto.  Per gli amanti della velocità a tutti i costi, anche a pranzo, anche di domenica, è il posto ideale. Il ristorante è l’Osteria Cologno di Casalmaiocco.

Il menù …………..Antipasto –Selezione “Ludesana” di Salumi nostrani,Sformatino con Patate e Funghi,Verdure Fritte,*Raspadura di Grana Tipico Lodigiano,*Cotechino con Lenticchie  — Primi Piatti *Risotto Salciccia e Funghi – I Ravioli Caserecci al Burro D’orato con Trito di Salvia ——Secondi Piatti –Fesa di Vitello in Crema di Funghi  Patate Novelle, Filettino con Salsa allo Zola ,  Dolce Casereccio dell’Osteria Vini Az. Guglielmini e Bevande Compresi


Domenica prossima pranzo con gli amici  …. sono così contenta di essere riuscita ad organizzare.

E’ 3 anni che sono fuori dal mio ex ufficio ma l’amicizia con loro c’era prima e ci sarà sempre.

Speriamo che il pranzo sia all’altezza ma credo proprio di sì.

Invidia 2


IEri poi ho parlato con il mio amico e gliel’ho detto. Lui si è messo a ridere. Meno male. Anche lui ha un sacco di problemi e comunque se li meritava. E poi in realtà io non ce la’vevo con lui, anzi.

Poi parlavamo del + e del -, del lavoro che proprio proprio non gira, e lui mi ha detto di farmi venire una delle mie idee geniali, anzi si meravigliava del perchè non mi fosse ancora venuto in mente niente.

Io sarei famosa per le idee strampalate nei momenti più opportuni, essendo i momenti opportuni generalmente critici, l’idea strampalata se funziona sembra geniale, e di norma funzionavano.

Allora ho riflettuto un po’ su queste parole ed il fatto è che effettivamente io non ho più idee strampalate, a dire il vero neanche ragionate, cioè io non ho idee.
Credo che tre anni in mobbing mi abbiano completamente abbattuto.
Lo so che è triste ma è così. Dovrei fare qualcosa ma non riesco a fare niente, e mi dico che comunque alla fine meglio restare qui con questo poco che ho, certa che nessuno mi toglie niente.

Poi ci penso un altro po’ e mi dico che ci sono riusciti, hanno vinto loro, qui si sta bene se non pensi e non dai fastidio, ed io non penso più e quindi non do fastidio.
Che triste!

Invidia.


Mi vergogno pure a dirlo però fare finta che non sia vero sarebbe pure peggio.

Mi ha mandato un sms il mio migliore amico e mi ha detto che l’hanno premiato a lavoro. La mia prima reazione è stata di invidia…
Si lo so che non fa onore, ma che ci posso fare.

Hanno premiato anche a me a dire il vero ma a lui gli hanno dato di più, io sono certa di essere più brava e so che anche questa è difficile da dire ma è la verità. Me lo dice pure lui.

Si detto questo confermo che lui è il mio migliore amico, non so a questo punto vista la mia reazione stizzita se lo sono anch’io per lui. Vi prego non ditemi che me la tiro perchè non è vero.


A pranzo oggi si parlava del + e del – e poi di nuovo di lavoro, tanto per cambiare. E davanti ad un buon caffè siamo addivenuti ad una conclusione:

Ci sono domande per le quali non esiste una risposta verbale.

Sono quelle domande per le quali resti senza parole e l’unica reazione possibile resta quella fisica: o te vai  o gliele dai.  Ovviamente possono cambiare da persona a persona e dal contesto però credo che tutti noi abbiamo di queste domande…
Per esempio, quando mi chiedono: Come stai bene oggi, ma sei dimagrita?
A me l’unica reazione che mi viene immediata e menare, poi mi trattengo e mi limito ad un sorriso e me ne vado. Il fatto contigente che abbia preso 4 chili in un mese ovviamente aggrava la situazione. Probabilemente se fossi veramente dimagrita, avrei le parole per rispondere.