Era un po’ che non parlavo del mio lavoro


Era un po’ che non scrivevo, eh? Recupero subito.

  • La mia collega di supporto (?!?) è con me, non sappiamo bene cosa dividerci visto che c’è pochissimo lavoro di infima qualità ma mi è venuto in mente di rimettere a posto l’archivio e lei, debbo dire, con molta abnegazione lo sta facendo.
    Da un punto di vista aziendale il lavoro che portiamo avanti rispetto a quanto ci pagano è un furto, ma se va bene all’azienda …..
  • La buona notizia che aspettavo oramai da 4 mesi, a questo punto non arriverà più e suppere arrivasse non sarebbe più una buona notizia. Mi rendo conto con immenso dispiacere che ci tenevo più di quelle che pensassi. Lo so che perchè mi sento molto giù di corda. Siccome non è la prima cantonata che prendo, un po’ ci sto facendo l’abitudine però debbo dire che fa male lo stesso
  • Sono +o- contento perchè ho visto che, anche se improvvisamente rimesso sottopressione, il mio cervello funziona e quindi mi dico se non sarà questa volta sarà per la prox
  • Sono sconcertata per la tristezza che mi è calata sulle spalle e sugli occhi ( mi sono alzata con un attacco di blefarite pazzesca) e mi meraviglio di me perchè dovrei essere arrabbiata a morte. Se mi incazzassi mangerei di meno-mi sfogherei di più
  • Sto valutando cosa fare ma alla fine so che resterò qua dove sono perchè qualsiasi cosa penso:
    • parlare con il mio attuale capo
    • parlare con quello che mi chiede le consulenze
    • parlare con il capo di quello che mi chiede le consulenze
    • parlare con le risorse umane
    • parlare con una che sta cercando gente nel mio ex posto
      non mi sembra nessuna una buona idea, i contro in tutti i casi superano di gran lunga quelli che considero pro.
  • Mi meraviglio come a 35 anni l’unico motivo che mi muove a venire a lavoro è il fatto di poter aggiornare il mio blog. Adesso può darsi che qualche altra persona chissà che darebbe ma io mi aspettavo di più da me …..
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  1. non credere, scegliere e’ sempre difficile, molte volte e’ meglio tenersi cio’ che gia si ha, anche perche’ oggi la crisi lavorativa e’ un po dappertutto.
    Io ho cambiato piu di un lavoro e posso garantirti che ovunque vai e’ sempre lo stesso schifo, tanto vale chiudere un occhio, tanto prima o poi arrivera’ qualcosa, e poi pensare che anche se miseri soldi, almeno li prendi..

  2. Per quanto riguarda il lavoro, il cambiamento è sempre difficile. Conta molto la propria personalità e quanto ci si sente di stare al gioco, con il rischio di trovarsi peggio… Ma sai, se si parte con il confronto significa che forse non si sta così male come in effetti tendiamo a far trasparire. Se siamo al limite della sopportazione, tutti questi pensieri sul come e sul dove cadono, conta solo uscire dalla situazione.
    “Mi meraviglio come a 35 anni l’unico motivo che mi muove a venire a lavoro è il fatto di poter aggiornare il mio blog”.-> Se il di lavoro è solo sostentamento me ne dispiace tanto, ma non credere di essere l’unica purtroppo. Non a tutti capita la fortuna di fare davvero quello che piace. Se le cose stanno cosi’ cerca il meglio fuori da quel posto…

  3. se ti consola, il 90% del tempo lavorativo lo passo sul blog… quindi credo anch’io che se mi viene un po’ di voglia al mattino di andare in ufficio sia per leggere e scrivere…
    anche se il mio lavoro mi piace… ma, in questo periodo, non ne ho voglia!




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