La famiglia della mia mamma – 4


E poi arrivò il maggio del ’91 e mia nonna si ammalò, credo che avesse 60 anni o giù di lì. Le poco foto mostrano una donnina piccola e grassa, sia a 30 anni che a 60 anni, danno l’idea che fosse stata sempre così.

Aveva una forte tosse, il medico parlò di polmonite. Siccome aveva anche qualche problemina al cuore e si pressione, la ricoverarono. Mia mamma mi disse che la nonna era in ospedale ma il tono era più di   capriccio che di gravità. Era giovedì. Mia mamma restò fintanto che potè in ospedale poi ad una certa ora se ne andò. Mia nonna le chiese di restare perchè aveva paura a stare da sola. Mia mamma l’ammonì dicendo di non fare i capricci che sarebbe tornata l’indomani mattina, le lasciò un fazzoletto per farla stare tranquilla.

La notte mia nonna morì con il fazzoletto stretto tra le mani. Era venerdì.

A me non dissero niente, avevo già in programma il ritorno a casa per il sabato. Arrivammo in stazione e vedendo mio padre, io e mia sorella capimmo che era successo qualcosa. Rosso in viso ci prese sottobraccio e singhiozzando ci disse che la nonna era morta.

Incredulità, ricordo questo. Poi è stato come vedere tutto in un film. Andammo a casa di mia nonna e già tutto era cambiato. I mobili spostati per fare spazio alla gente che sarebbe venuta nel pomeriggio. QUando entrai in casa mi venne da piangere ma mia zia Anna mi disse che adesso non era proprio il caso, c’era già tanto da fare. Strano non avrei mai detto che fosse così pragmatica in un momento così, pensavo fosse annientata dal dolore ed invece guardala lì a pulire, a mettere a posto. Ognuno ha un suo modo per affrontare il dolore.

E poi andai a casa e vidi mia madre. Gli occhi viola. Non il contorno, proprio l’iride. Mia madre ha gli occhi verdi-azzurri ma quando è in preda alla rabbia ed al dolore gli occhi diventano grigio-viola. E come se se ne andasse, tu la guardi negli occhi e vedi che non c’è.

Non c’era e non ci fu per parecchio. I rimorsi di coscenza la invasero. Non so se adesso si è perdonata di non essere restata in ospedale quella notte ma di certo, attraverso l’accudimento offerto all’altra mia nonna, ha vissuto una specie di catarsi che l’ha aiutata a riappacificarsi con sua madre e con lo sgarbo fattole quella sera.

Non so perchè, nè razionalmente spiegarne il motivo ma so che questo accadrà anche a me. So che non riuscirò a congedarmi da mia madre. Mia nonna aveva un certo dono di divinazione e credeva in Dio, nella Madonna, nel Volto Santo e in tutti i Santi possibili ed immaginabili rievocabili con il rosario che nei pomeriggi vuoti snocciolava volentieri; mia madre ha il dono della preveggenza e crede in Dio, Madonna, Padre Pio e varie Sante prottetrici di partorienti, di afflitti e compagnia bella ma come una novella Cassandra crede in quello che sente solo quando è successo; io ho il dono del ricordo e della presentimento, non so qunado ciò accadrà e comunque non potrei fare niente per impedirlo ma sento che sarà così…..

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  1. clio…che c’è, tra questo post e il mio un’allegria!!!




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