I mostri che ci circondano


Vorrei parlare di mostri…. sì di mostri…..ma non di quelli che si annidano nei sogni dei bambini, quelli dei flim di paura o di fantascenza, no io voglio parlare dei mostri che diventiamo noi ( noi=umani ) in certe circostanze.

Leggo la vicenda di una ragazzina americana alla quale rapiscono il bimbo di due anni. Il rapimento appare sospetto e si indaga prima sul padre e poi su di lei. La storia appassiona la gente e si parla di questo in tutti gli States. Ecco i primi mostri apparire sotto forma di curiosità, di giudizi frettolosi, sapienti consigli non richiesti alla polizia, ai genitori del bimbo, alla maestra dell’asilo, alla zia di 4° grado, al panettiere, ecc. ecc. ecc.

Il bimbo non si trova, l’angoscia della mamma aumenta. Certo l’opinine pubblica le è contro, non ha alibi, è povera e sola, e magari può aver fatto sparire lei il piccolo. Ma i giudizi corrono più veloci dei fatti, che seppur si dimostrassero veri sono oggetto di profonda pena ( chi è mamma sa che mi riferisco a quell’infinitesimale attimo nel quale il pensiero di sopprimere quello che noi stesse abbiamo creato ci passa nella testa ).

Ed ecco arrivare gli altri mostri sotto forma di giornalisti, comandati dal capo mostro: un’altra donna che travolta da furia intervista la ragazzina e giù domande comprottenti, umilianti, poco dignitose ma certo così l’audience sale, anzi scala montagne.

La ragazzina resiste all’assalto di quest’altro mostro ma poi decide che deve essere ultimo perchè non si vive così, senza bambino e senza compassione. Ed allora si uccide e si porta con sè i suoi segreti e le sue pene. Il mostro giornalista ha raggiunto il suo scopo principe, con questa morte ha davvero toccati picchi di ascolti mai registrati prima

Sì, è davvero il capo dei mostri.

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  1. marinaio.ispido

    D’accordissimo!!
    Anche se poi, riflettendoci, il “capo dei mostri” non è altro che il più sincero interprete della follia e della decadenza della società occidentale. Quindi, con un paradosso lessicale, il migliore di noi!!!

  2. Sono daccordo con te Clio: è esattamente quello che ripeto sempre e mi dicono che sono eccessivamente polemico.
    Non sono affatto daccordo, invece, col marinaio.. il suo paradosso non mi convince: io ho una visione più semplice del bene e del male, in cui il bene fa il bene e il male fa il male; un “mostro” è un mostro e non si trasforma in “migliore” solo per paradosso: deve comportarsi da “migliore”, se no che migliore è se si comporta da mostro. Mi spiego!?

  3. Ho compreso il paradosso e ne convengo con Marinaio. Si è il migliore di noi.

    Zorba sono certa che dai all’aggettivo migliore una valenza solo positiva ma non è sempre così, non per tutti almeno.

    grazie per il sostegno
    clio

  4. No scusate: noi non dobbiamo confonderci. Il nostro giornalista è un interprete del nostro tempo con tutte le sue follie, e su questo siamo daccordo. Ma io sostengo che la sua “ETICA” – del giornalista – è sbagliata perché strumentalizza senza alcun rispetto le vite e le storie altrui, e questo non fa certo di lui un esempio da imitare.

  5. Zorba appunto è stato il megliore tra i peggiori.
    Credo che diciamo tutti e tre la stessa cosa

  6. marinaio.ispido

    E’ stato colui che al meglio ha interpretato i valori decadenti della società occidentale.
    Gli altri, noi compresi, sono molto più goffi: attratti dagli accadimenti morbosi, fingono di ignorarli. In quanto ipocriti, sono peggiori.
    Se non esistesse questa parte abominevole di noi, non potrebbe esistere il “capo dei mostri”. Faremmo bene ad indagare il nostro profondo, per trovare quella parte che ognuno di noi nasconde: i problemi vanno affrontati, non nascosti

  7. vida

    il male e’ molto piu’ banale di quello che si crede. Convengo con il marinaioe aggiungo che talvolta i veri mostri sono i comuni mortali, mediocri che spesso per dare sfogo ad un antico sentimento animalesco, fanno emergere la parte pi’ oscura del nostro io.
    hobbes docet.




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