La famiglia della mia mamma


Forse piove, che bello! Mi piace l’acqua d’estate mi da l’idea della rigenerazione pura. Finalmente in quest’ufficio un po’ di silenzio e, ancora finalmente, mi posso dedicare al blog.

E’ qualche giorno che ci penso e volevo scrivere qualcosa sulla famiglia della mia mamma. Perchè ho paura di dimenticarla. Certo non è che si può dimenticare una nonna, delle zie, dei cugini, eppure nel mio caso è così perchè non ne parlo mai, alcuni non li vedo da anni, con mia mamma non affronto mai dei discorsi che potrebbero farle male o procurale dei ricordi penosi, ci vediamo già così poco che per un tacito accordo si parla solo di cose positive. La famiglia della mia mamma è tabù.

——————– Mia nonna Rafilina

Mia nonna era rossa, rossa di capelli, il che dalle nostre parti è un segno distintivo ma a volte foriero di disgrazie, e nel suo caso è stato così. Da quello che so era una parente di Caruso il cantante, in quanto sua madre veniva da Resina, paese natale del tenore, ed era cugina della madre di lui. Questa cosa nonè certa ma di tanto in tanto quando eravamo a casa sua di domenica  veniva fuori ed allora lei raccontava qualche episodio, in particolare ricordava spesso che un giorno lui venne dall’America con un macchinona e con i cioccolatini per tutti. Se ciò fosse vero o falso non so, ma questo non importava. A casa di mia nonna i confini tra la realtà e la fantasia erano molto labili e non di rado si sovrapponevano. Capitava che certe domeniche si parlasse radunate tutte intorno alla "vrasera" e si raccontava di quando comparivano le streghe o i fantasmi vicino ad una chiesa vecchissima di Aversa. Oppure si parlava dei malocchi, di chi c’è li avesse o di chi no. Noi tutte ( figlie e nipoti ) ci sottoponevamo ad un rito con dell’acqua e dell’olio e lei in silenzio mormorava cose magiche e parole antiche. E così ci liberava. Io tra tutte ne avevo sempre tantissimi di malocchi. Lei mi guardava con gli occhi verdi e acquosi, con un misto di stupore e di compassione, e diceva: sta’ piccerella na’ da passà tant.  E purtroppo quest’ultima frase si è rivelata la parte vera. ( continua… )

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  1. Le none la sanno lungs…. A volte penso che tutta la conoscienza che pensiamo di possedere sia nulla di confrontabile con la dettata dall’esperienza della vita… mi sa che ci siamo svincolati un po’ troppo dal trascedentale, solo per poter fare spazio al nostro neo-positivismo… ma qualcosa ci manca, con la scusa della superstizione. Ciao, Berserk

  2. missminnie

    ciao clio…sisisisisisi…vediamoci assolutamente giovedì…se mi scrivi sulla mia posta ti dò il mio nr di cellulare…..dai che bello che ci vediamo!!!!!!!!

    minnie-felicisssssimaaaa

  3. missminnie

    p.s. clio non è che per caso sei isabel allende sotto mentite spoglie e tua nonna aveva un cane di nome barabas????

    onore-alla-casa-degli-spiriti

  4. pliush

    Ciao piccerellina, che tutti ti benedicano.




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