La giusta punizione per non aver fatto sciopero oggi è stare a sentire le “solite fregnacce” che spara  la mia collega di stanza ….

Chiari di luna economici da far tremare le gambe …. e lei parla con sua madre come se non la vedesse da anni ( l’ha lasciata a casa 20 minuti fa) e parla della ricetta di nonsochecosa… poi incurante delle urgenze che ha sul tavolo ( roba di lavoro, cioè inutile) si arrabbia per chissà quale inezia arrivata dall’altra parte del filo e tira fuori tutto il repertorio da DonnaDura che su di lei abbruttisce e involgarisce, se possibile, ancor di più …

E’ la gisuta punizione … oggi dovevo stare a casa in sciopero…


Sapevo che la situazione era seria … ma così grave, no, non immaginavo.

Quanto danni può fare l’incapacità, l’inanità di questo tipo di politica?

Sono SPAVENTATA perchè faccio fatica a pensare al futuro … non vedo spiragli.

E ricordo sempre la risposta di mio padre alla mia domanda, fatta più o meno a 8 anni:

D: Papà, ma qual’è la differenza tra destra e sinistra?

R: La differenza sta nelle soluzioni che si applicano ai problemi epr risolverli.

Oggi traduco … NON SIAMO TUTTI UGUALI.

 


Consigli per tutti gli Ariete

Il mese di maggio sarà un MESE FANTASTICO. Voi sarete  in grado di proteggere coloro vi sono vicini e di correre, in loro difesa,  nei momenti del bisogno. E la cosa più importante è che anche gli altri saranno molto vicini e vi aiuteranno, senza che neanche voi chiediate o manifestiate qualsiasi bisogno. Sarete compresi al volo e consolati senza proferire richieste di aiuto.
I frequenti momenti di incontinenza ed aggressività orale saranno mitigati fortemente, per tutto il mese di Maggio, e le persone che incontrerete diventeranno amici con estrema facilità. Basterà che siate gentili e che, ogni qualvolta sentite il bisogno di dire cattiverie, vi fermiate un attimo a pensare se Voi, proprio Voi, vorreste sentire la stessa cosa rivolta a voi. Se vi fermerete più di un attimo, troverete anche il grande amore.
L’esercizio dell’attimo è da ripetere più volta al giorno in caso di matrimonio, in particolar modo di matrimonio lungo e consolidato.
Nel caso siate divisi, separati, divorziati l’esercizio dell’attimo deve allungarsi e durerà tutto un giorno, in alcuni casi anche di più … ma il risultato è talmente positivo che fatto una volta ed assaggiato la positività che ne viene, non lo abbandonerete mai più-

E poi ricordate che sorridere non è un crimine contro l’umanità … ma un modo per dire a se stessi ed agli altri che ci guardano che la vita è bella e vale sempre la pena vivere, anche nei giorni di cattivo umore. Piccolo consiglio … a volte per sorridere basta ricordare una gaffe d’altri tempi…

Salutare non è solo un fatto di buona educazione … ma fa bene sia a chi saluta, sia a chi è salutato.

E poi un abbraccio, una stretta di mano, una pacca sulla spalla a chi è vicino, a chi condivide con noi vita o ufficio può solo migliorare la giornata.

L’oroscopo per gli Ariete è terminato, chi seguirà tutti i consigli diventerà anche ricco, s’intende d’amore ovviamente.

Se vi è piaciuto, lasciate un commento o rispondete al sondaggio… e buon maggio a tutti.


Beata la mano/
che percorrerà la strada/
che andrà veloce/
che sarà ricompensata./
Beata la mano./


Ci penso da ieri, da quando la notizia è rimbalzata dappertutto, dal metrò al bar, dagli uffici e in tutte le case, raggiungendo tutto il mondo possibile. O forse solamente tutto il mondo interessato.

Lui, il grande terrorista, capo indiscusso di tutti i terroristi che si rifanno ad una dottrina radicale islamica, mandante di tante stragi occidentali degli ultimi anni, forse dell’ultimo ventennio, è morto. Ammazzato da un commando CIA che curava da mesi un fortino-casa nei pressi della capitale pakistana, che per inciso non mi pare sia scenario di guerra o di occupazione america, o chissà cos’altro.

E’ c’è un primo sollievo, un sospiro che libera un’angoscia nascosta in un angolo di testa, dove relego tutte le paure che si assomano ogni qualvolta la “macchina della paura”  esercitata dai tg, dai giornali, dai programmi tv ecc. parte a bomba.

Ed immediatamente dopo, il sospiro si ferma, il sollievo già sostituito con un altro angoscioso pensiero. Ma dovevano ucciderlo per forza? Forse sì, la guerra non è un balletto dove ognuno conosce i propri passi e rispetta i movimenti altrui, no la guerra è caos assoluto, primordiale e forse nella calca la sparatoria non ha risparmiato ninete e nessuno. Eppure qualcosa stona ancora. E la stonatura viene confermata dal nuovo responabile CIA, tale Panetta, cognome che tradisce retaggio di immigrato italiano, chissà di quale generazione, che afferma che il commando era lì per uccidere.

E già mi dissocio, no non credo che nessuno abbia il diritto di disporre della morte di un altro. Chiunque esso sia. Chiunque. Se così non fosse come si può distinguere un terrorista da un altro, se tutti sono autorizzati ad uccidere senza inframezzare  un pensiero in tutto ciò, un seme di democrazia. Certo qualcuno potrà dire, sono stati loro ad iniziare per primi, ma adesso che siamo al pareggio che si fa? Aspettiamo che inizi qualcun altro?

Forse valeva la pena prenderlo e processarlo, far valere la democrazia, qualsiasi essa sia, in qulasiasi forma, ma democrazia.

Non credo che i tanti morti provacati da Al Qaeda siano stati ieri vendicati. Forse quei morti meritavano una forma di rispetto democratica più alta, quella che non hanno avuto in vita.

E non credo neanche che gli americani radunati ed esultanti davanti alla Casa Bianca siano molto diversi da quelli, vestiti più dimessamente certo, che esultano per le strade di polverose capitali di paesi islamici. Le ragioni sono diverse, ma il fanatismo si assomiglia moltissimo e talvolta è uguale.

Nella speranza che tutte le vittime del terrorismo possano avere Giustizia e possano vedere affermati valori democratci in tutto il mondo. Solo così, credo, che la loro morte non sarà stata vana.


Ma siamo sicuri che sia opportuno tenere i negozi aperti anche il 1° maggio 2011?

Ma siamo sicuri che non possiamo proprio farne a meno?

Scardinare a piccoli colpi, eleminare la percepezione di un giorno dedicato alla memoria dei lavoratori e del lavoro, nel nome del quale si sono sacrificati tantissime persone, è corretto?

Ce lo possiamo permettere?


Ho scritto l’ultimo post l’anno scorso e l’ho pubblicato solo oggi. Era rimasto nelle bozze. E forse anch’io sono rimasta chiusa in bozza.

Ho fatto milioni di cose eppure in fondo non è cambiato molto. Niente che mi tocchi l’anima.

Da fuori tutto coinvolgente … eppure io so che niente arriva nel profondo.

Spesso mi chiedo se sia io che pongo distanze  … ma tendo ad escluderlo. Sono solo esigente e vorrei che chi parlasse con me, lo facesse per davvero, con interesse e attenzione. Se non ci sono queste due caratteristiche, perchè sprecare fiato a spiegare stati d’anino, sensazioni, emozioni a chi non vuole sentire?


Quand’ero ragazzina aspettavo. Attendevo che si compisse il mio destino. Studiavo ed aspettavo; leggevo ed attendevo il momento in cui avrei utilizzato quanto imparato, quanto appreso. Poi ho iniziato a lavorare, che già di per se è una fortuna, e pertanto la scuola ha subito uno stop … ma il lavoro è importante, non si può rinunciare. La crisi del lavoro era una realtà dura anche 20 anni fa. Ma io studio lo stesso, per conto mio. Leggo e studio quello che mi piace, tanto prima o poi mi servirà. Nel frattempo aspetto. Il lavoro dopo due mesi di euforia si manifesta per quello che è, una noia mortale dove non conta che io pensi. Anzi conta, ma perchè devo far passare 8 ore in fretta. Non è richiesta particolare grazia in questo compito. Devo aspettare che passino le ore.  Io indugio nell’attesa e leggo.  E quando posso parlo. Mi piace scoltare il parere degli altri. Ho sempre trovato che le persone avessero cose da dire. E trovavo persone che parlavano volentieri. Poi il tempo passa


Forse lasciare il blog non mi ha fatto benissimo … stamattina mi ritrovo con 5-6 chili in più rispetto alla primavera dell’anno scorso. Che faccio? Forse dovrei mangiare meno. 
Mercoledì inizio la palestra, spero che riscoprendo la fatica di correre e similari, mi ricordi di mangiare meno schifezze.

Nel frattempo un test meraviglioso su Repubblica – http://canali.kataweb.it/salute/2010/04/09/quanto-sai-resistere-alle-tentazioni-del-cibo/ – mi ha fatto scoprire che sono un  Mangiatore emozionale, cioè mangio per riempire vuoti….

Meno male che me l’ho scoperto, io pensavo di avere qualche rarissima malattia che mi spingeva ad ingurgitare tutto quello che trovo di commestibile. Adesso mi devo solo augurare di non avere altri vuoti …


Da un anno circa lavoro, anzi meglio collaboro come dice lei, con questa donna. Grandi aspettative da parte mia, forse anche da parte sua, in entrambi i casi miseramente fallite.

Ho trovato al posto della super manager attenta e competente, lodata ad ogni piè sospinto, una donna rosa dall’invidia verso tutti ed erosa da una serie catastrofica di sfortune, serie per davvero. Fin qua c’è ben da comprendere e più che altro è ciò che ho fatto fino a qualche mese fa, poi  è montata una grande antipatia ed infine adesso mi è venuta a noia.

Stamattina si sporge dalla porta dell’ufficio e dice buongiorno e fa rotare il capo da sinistra verso destra, in un gesto esageratamente teatrale. Senza scompormi dalla lettura del quotidiano on-line, ricambio il saluto e chiedo come sia andato il we? Ripetendo la torsione nell’altro senso, mi risponde bene, gira i tacchi e se ne va!

Fisso la porta, oramai vuota, e mi chiedo, ancora una volta, ma cosa ci faccio qua?
L’ultima volta che ho tentato un approccio lavorativo formale, chiedendo più lavoro ed aumento, la gentile signora mi ha risposto di pensarci bene prima di chiedere di andare in un altro posto di lavoro, magari mi potrebbe capitare un lavoro deprimente e non è bello trovarsi nella situazione di trascinarsi tutti i giorni. E debbo dire di tutto il discorso che mi ha propinato, questo è l’unico punto dove mi sia ritrovata completamente d’accordo con lei; chi meglio di me sa cos’è un lavoro deprimente!
Poi è venuto il suo turno di comprendere ed, in un momento di buonismo, mi ha detto che capiva la mia situazione economica e quindi la relativa richiesta di aumento essendo lei monoreddito.
Adesso l’espressione del mio viso deve aver tradito i miei pensieri, perchè a questa affermazione è seguito un minuto di silenzio.
Io non sono monoreddito, al momento, e fintanto che le aziende reggono lavoriamo sia io che mio marito, ma i nostri biredditi, a conti fatti sia sul lordo che sul netto, sono 1/3 del suo unico reddito. 
Certo, a freddo, se conto il fatto che ad un maggior reddito corrispondo maggiori uscite, è probabile che lei mi comprenda per davvero, ma lì per lì, ed anche molto dopo in verità, mi veniva proprio da mandarla a quel paese.
Poi pensandoci su, il suo monoreddito, le frasi e sproposito e i buongiorno svolazzanti, mettono in risalto una persona, una donna che proprio non vorrei essere.
E per quanto riguarda il lavoro? Appena lo scoprirò, sarà mia cura annotarne scrupolosamente le caratteristiche, tanto per non dimenticare. Al momento su quel fronte non sono pervenute notizie.


Mostra a Palazzo Reale a Milano, fresca di inaugurazione.
Qualche info qua e là sull’artista e, munita di audioguida, inizio il giro delle sale.

Già dai primi autoritratti dell’artista si percepisce una grande inquietudine, un turbamento severo noto all’autore, che non si fa sconti, si ritrae senza fronzoli, duro e inclemente verso se stesso. E questo me lo rende quasi simpatico da subito, ma l’audioguida non è d’accordo con noi due e propina una versione più “accettabile” degli autoritratti, sostenendo che Hopper è un uomo quieto e che già dalle prime opere si percepisce ciò che diventerà, cioè il pittore della luce.

Fiduciosa mi reco nelle altre sale per vedere l’esposione della luce e trovo delle opere, sì luminose, ma di una luce riflessa, a volte rarefatta, comunque sempre triste, melanconica. Talvolta luce e paesaggi sono così insoliti e poco probabili da sembrare che si scontrino, antogonisti senza nessun punto di collegamento, fissi uno all’altro, luce contro case geometriche. L’audioguida parla di atmosfere bucoliche e luce riflessa di stati d’animo, forse felici e forse malinconici, l’artista lascia a chi guarda la scelta. Secondo me, non c’è affatto scelta, solo immensa solitudine in rappresentazioni desertiche.

Si passa, poi, alla sala erotica – veramente descritta così dai curatori della mostra. Ebbene, non ho mai visto niente di più desolante delle donne nude di Hopper.
In attesa, davanti ad una finestra o sedute sul letto con una sfera di freddo sole invernale che le invade. Nessun calore da quella luce. La sensualità lontana anni ed anni luce.

In ultimo, la sala più importante con i dipinti di CapeCod, dei fari e delle case vittoriane. Un trionfo di crudo realismo, che non lasci spazio a speranza, solamente incomunicabilità che colpisce tutto e tutti.  L’audioguida, con voce entusiasta, racconta che le opere dell’età avanzata mostrano tutto il profondo realismo di Hopper. Non specifica altro!

Adesso mi chiedo, ma sono io che non ho capito niente o anche Hopper ha passato le forche caudine del politicamente corretto ? Forse sono solo io di cattivo umore, eppure rigurdando queste opere … proprio non ce la faccio a parlare di pittore della luce, del tempo e della memoria!


Uno di quei giorni dove tutto sembra uguale, ma proprio tutto. E’ ti sembra che l’inquietudine sia evidente, tanto da costringerti a fare anche un po’ finta. Perchè se qualcuno chiede, è ancora peggio. Non perchè io non voglia rispondere, ma nel frattempo che organizzo le parole, mi trovo già inondata di altre parole, di racconti che non volevo sentire, di risposte che seguono domande non fatte. Le cose degli altri sono sempre più importante delle mie! Ed ascolto, che altro potrei fare.
picasso8Uno di quei giorni dove vorrei poter parlare un paio d’ore di filato … ma siccome farlo da sola non è salutare, mi limiterò ad invertarmi qualcosa da fare e a commentarlo tra me e me …
Oggi vado a scoprire un altro pezzettino di Milano. Questa città non finisce mai di stupirmi, peccato per chi si lascia imbrogliare solamente da uno sguardo distratto, si perde tanto. Anche una città richiede attenzioni ed ascolto … e si concede solamente a chi glielo offre.


Sabato al centro commerciale … soliti acquisti e varie.
Tra le varie, giocata al nuovo gioco Win For Life.

In coda dietro a 10 persone, coda che superava ampiamente la capienza della saletta del tabacchi, cerco di capire meglio le modalità di gioco … non chiarissime, se non nel fatto che se vinci ti danno 4.ooo,00 euro al mese per 20 anni. I giornali da una settimana non parlano d’altro, il meccanismo e le possibilità di vincere sono argomenti noiosi, perciò non trattati.

La prima cosa che mi salta agli occhi è che c’è un’estrazione ogni ora, ripeto OGNI ORA; c’è da far venire la dipendenza da gioco d’azzardo anche alle vecchiette più miti di questo mondo, ma questo aspetto verrà alla luce tra qualche mese, adesso è il momento di far cassa quindi non bisogna pensarci.

Seconda cosa, è che il ricavato del gioco va ai terremotati dell’Abruzzo … in coda elaboro pertanto che sto pagando, contenta, una tassa che il Governo nella sua magnamità non ha voluto estendere a tutti i cittadini, ma solamente a quelli più deficienti, tra cui io, che non avendo altri motivi per sperasre nel futuro lo fanno comprando una schedina di 4-6-8 euro a secondo delle possibilità e che vale per 2-3-4 ore.
Mi cheido se non era meglio che ciascuno di noi, a secondo del reddito, pagasse quanto dovuto… anche i vari ricchi a vario titolo e non solo chi ha bisogno di sperare…
Ma anche questo aspetto è troppo complesso per essere affrontato pubblicamente.
Facendo due conti, il montepremi per ciascuna ora è di circa 500.000,00 euro per 8 volta al giorno. I conti sono presto fatti, con una tassa estesa a tutti ce la saremmo cavati con molto meno, tutti.
E mentre sentivo che praticamente stavo partecipando ad un imbroglio generale, una truffa, è arrivato il mio turno ed ho giocato 6 euro, VINCENDONE 2,07 dopo un’ora.
Sono contenta per la vincita e per aver devoluto ai terremotati dell’Abruzzo.
Nel retrocranio, in fondo nascosto, un pensiero mi dice che sono bue in una mandria senza meta, ma anche questo pensiero è complicato, l’ho rimando indietro ed attendo un’altra vincita.


Settembre mese di analisi cliniche e check up. La ginecologa aggiunge, alla già lunga lista, anche un’ecografia mammaria.  Vado dal medico curante per le prescrizioni di rito.

Mi chiede:

– Quanti anni ha?

Rispondo:

– 37, perché?

Mi guarda con attenzione e ribatte:

– No, perché dai 45 anni è gratuita.

La mia espressione facciale di sbigottimento, deve suggerirgli qualcosa. Apre quindi un manualetto sulla scrivania ed alza la testa, dicendo:

Ah, mi ero sbagliato. L’ecografia è sempre a pagamento, non ha limite di età…

Soddisfatto della risposta continua a trascrivere le altre analisi.

Pertanto, ha fatto questa TREMENDA gaffe per scoprire che potevo anche avere 75 anni ed avrei pagato lo stesso o pensava davvero che potessi avere già 45 anni?????
La risposta non la voglio conoscere.


Comfermo che il rientro dalle vacanze è terminato oggi a MILANO.

Eravamo tutti sulla Linea 1 della Metropolitana alle 8.00.

 

In più qualcuno si è anche portata qualche parente ed amico in tarsferta…….

 

Buon inizio di settembre, non c’è che dire.

 

 

 

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