Oggi 2 settimane. 
Dovrei riuscire a dire che ho abortito, ma questo termine è talmente brutto, suona così male che non lo pronuncio.

Dico che ho perso il bambino … dico che ho interrotto la gravidanza … dico che  non sono più incinta…

Ma per quanto mi sforzi, nessuna di queste parole fornisce piena spiegazione a quello che è successo.
In prima battuta a me stessa. Degli altri in questo momento mi interessa relativamente.

Mi sono alzata per andare in bagno verso l’una di notte ed ho visto delle perdite, poca cosa in realtà.  Ho chiamato la guardia medica e mi è stato detto di andare in pronto soccorso al più presto. Vado in ospedale e nel giro di 15 minuti scopro che la gravidanza è persa.  Posso scegliere se restare lì e far intervenire i dottori o andarmene a casa ed aspettare che le perdite facciano il loro seguito. Resta inteso che un passaggio in ospedale devo farlo comunque, dopo.

Mi chiedo che scelta è questa?

Seduta nel letto che mi è stato appena assegnato, guardo fuori,  il cielo blu notte e le  stelle. Penso. Fuori da me è tutto uguale a mezz’ora fa, dentro di me la vita non c’è più.

Non provo dolore,  solo stupore e choc. Non mi sono accorta di niente, si è consumato tutto a mia insaputa.  In questo caso,  sono stata un contenitore inconsapevole.

La sensazione fredda di involucro non mi lascia ancora.  Sono una scatola vuota.

Anche nei confronti di chi mi sta vicino. Anzi più che recipiente bacato e bucato, mi sento Matrioška.

C’è una me grande e forte che parla con tutti e fa finta che non sia successo niente, c’è una me più piccola che parla con amici e parenti stretti e che si lascia un po’ andare … ma non troppo. E poi via via verso l’involucro più minuscolo.

Lì so che resterà il mio dolore sempre.
La vita va avanti, il mio ragazzino di 12 anni ha isogno di me, mio marito e la mia famiglia anche. Ma lì una cicatrice segnerà ciò che poteva essere e non è stato.


  1. Purtroppo non sei l’unica ad affrontare questo dolore.

    Scrissi per me quando mi accadde, e dedicai in seguito a tutte le donne che hanno perduto il loro bimbo, questa poesia:

    http://donnaemadre.wordpress.com/2007/07/10/per-un-bimbo-mai-nato/

    Non so se ci troverai consolazione, ma almeno saprai di non essere sola.

    Auguri a te e alla tua cara famiglia.

  2. Ciao Clio,
    so come ti senti…
    ci aono passata, lo sai.
    Ma poi torna il sole, vedrai!

  3. Io non so che vuol dire perdere un bimbo.
    Però conosco, molto bene, il dolore che una perdita procura.
    Il senso di vuoto e tutto quello che gli gira intorno.
    Ti abbraccio forte, da lontano e in punta di piedi torno da dove sono venuta.

    Ciao Clio.
    Esserina

  4. valeriascrive

    come stai ?

  5. …come sta andando il passare del tempo? Curerà, vedrai. Un abbraccio solidale.

  6. Cat

    Con tanto affetto. C.

  7. ciao clio. è da tanto tempo che non passavo di qui. stasera arrivo e leggo questo.
    è quasi passato un mese, fisicamente ti sarai ripresa,moralmente pianopiano.
    ti abbraccio forte, cara .
    cristina




Leave a Comment