In questi giorni, la Turchia sta vivendo un momento cruciale della sua storia.

La Corte Costituzione sta decidendo se mettere al bando l’Akp, il partito di maggioranza guidato dal primo ministro Erdogan.

Il gruppo politico è accusato, dalla Procura Generale di Ankara, di attività anti-laiche e volte a distruggere l’unità nazionale. I 71 dirigenti del partito, premier e Capo dello Stato inclusi, rischiano l’esclusione dalla vita politica per 5 anni.

Da questa decisione deriverà il destino di una nazione situata in una posizione strategicamente importante sia per l’Occidente che per il Medio Oriente. I pronostici sono piuttosto difficili in un paese spaccato tra la voglia di integralismo che percorre buona parte del mondo islamico e la tenacia di coloro che vedono all’Europa come unico futuro possibile.

Il caso è assai complesso dal punto di vista giuridico, in sostanza, c’è da appurare se l’Akp si sia reso colpevole di attentato alla laicità dello stato con alcuni provvedimenti che assecondano le istanze religiose musulmane.
Uno fra tutti, che ha destato fior di polemiche anche fuori dal paese, si è focalizzato sul permesso di frequenza dell’università anche a studentesse con il velo, in libero contrasto con le basi costituzionali che recitano la piena laicità delle Istituzioni pubbliche turche.

Se la Corte decidesse per la messa al bando dellAKP il paese si troverebbe in una situazione di caos politico ed istituzionale senza precedenti.

E’ un paese che ha bisogno di un aiuto, di un sostegno democratico, in particolare da parte dell’Europa, che dovrebbe interessarsi di più al futuro di un paese che ha chiesto di fare parte della Comunità.

Ma perchè nessuno ne parla?

Non c’è un solo giornale a tiratura nazionale che accenni alla cosa.

Perchè ce ne dobbiamo preoccupare quando è troppo tardi. Un milione di turchi ha manifestato nei mesi scorsi an Ankara. Nessuno ne sa niente.

I musulmani fanno notizia solo se il loro nome è affiancato al terrorismo, altrimenti chi se ne frega.

 


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