Viaggio nello spirito

E’ stato un viaggio meraviglioso e lunghissimo. Si lo so che sono passati solo due giorni ma ho avuto la sensazione che fosse trascorso un tempo molto più lungo.

Siamo arrivati sabato mattina e ci hanno accolti dei frati e delle suore e ci hanno baciati. Hanno baciato me, G ed il bambino. E ci hanno abbracciati. Quello che ho trovato strano erano gli occhi, mi veniva da pensare ma di cosa si sono fatti questi? Avevano gli cchi che brillavano e un’espressione serena, senza affanni, coinvolgente.

E così ci simao lasciati coinvolgere. G. ha suonato con il suo gruppo gospel e siamo stati tutti insieme. Nel pomeriggio, i frati ci hanno coinvolto e raccontato la loro storia con una sincerità e voglia di partecipazione che non ricordavo da tempo. Mi ha fatto impressione pensare come queste persone abbiano risolto i loro affanni, e continuavo a chiedermi se io avessi mai fatto questa scelta. Penso di non, la vita monastica proprio non fa per me ma a vedere loro come sono sereni sinceramente viene la tentazione. 

In convento sono misti, frati e suore, ed è uno dei pochissimi ordini che ha questa dispensa, inoltre sono tutti giovanissimi e questa colora l’atmosfera di toni più che gai. E poi pregano, pregano tanto e forse ho pensato e questo che li rendi così felici. Io ho sempre avuto la sensazione che pregare mi distogliesse dal pensare, cioè affidare a Dio i miei pensieri e chiedere aiuto trovo sia simile ad una giustificazione a non fare del mio meglio. Cioè se mi affido anima e corpo a Dio cosa posso fare io rispetto al mio destino, è un po’ come abdicassi al mio libero arbitro. Ho detto questo ai frati ma a loro sembrava non dispiacere questo, anzi loro trovavano, o almeno così sostengono, sollievo nell’affidarsi a Dio perchè sanno di essere in buone mani e continanoa pregare ed a ospitare gente che vuole farlo o stare con loro solo per condividere un pasto. Il loro carisma è l’accoglienza.

E che stare lì, in un posto così bello, effettivamente è difficile non credere ed è ancora più difficile non lasciarsi da contagiare da questi ragazzi ma una parte di me è rimasta vigile e si è posta milionate di domande e non pensa ad altro da 3 giorni.

Credo che la rifarò come esperienza perchè, a parte le vagonate di quesiti che adesso ho nella testa, mi è piaciuto molto confrontarmi con persone che hanno fatto una scelta di vita così differnete dalla mia e mi sento molto tranquilla.


  1. lucy75

    Bentornata cara, questa tua versione mistica è ricca di spunti di riflessione, uno tra tutti l’affidarsi, in una società come la nostra in cui il fare, l’essere padroni della propria vita, in cui esistono i self made man figli della forza di volontà, le donne che vanno in corteo ad urlare io sono mia per sentirsi forti,l’idea dell’abbandono e dell’affidamento trovo che sia rivoluzionaria, l’idea cioè che un Dio buono e misericordioso possa essere la luce che guida il nostro cammino è molto affascinante, una luce che non è la panacea dai nostri mali bensì la chiave di lettura di quello che ci circonda…trovo anche io che queste esperienze facciano bene, che la serenità che si legge sui volti di queste persone è inviadiabile…comunque tu e la vita monastica mi sembrate un pò lontanucce….

  2. precaria

    bentornata…
    intanto per me le cose si sono evolute…appena ho 5 minuti di tempo ti aggiorno…baci
    s.

  3. Ciao Clio! sai che anche io quando vado a messa (che è di rado, lo ammetto…) noto sempre come quell’ora dedicata a me e al mio spirito mi fa stare bene tutto sommato? Sono molto pigro e l’idea di svegliarmi “presto” per andare in chiesa mi spaventa, però quando ci vado invariabilmente non esco con la sensazione di aver perso 1 ora, anzi.
    e poi certe situazioni sembrano così lontane dai cerimonialismi e la formalità di facciata che sinceramente non mi piace della Chiesa… sembra una dimensione più onesta. Vero? bello, bello…

  4. Ciao Clio! É successo anche a me di percepire quella serenitá che alcune persone di fede sanno trasmettere…la situazione era meno serena (anzi: terrificante) ma mi sono sentito confortato e arricchito da quell’incontro.
    Resta vero peró che come in tutte le comunicazioni tra persone, c’é chi trasmette e chi riceve: uno dei due non adatto (o predisposto) e la comunicazione non riesce.
    Certo é che il loro modo di vivere gli consente qualcosa di diverso da ció a cui siamo abituati noi e capita che questo ci affascini e ci permetta riflessioni altrimenti molto difficili…
    neppure io sono tipo da monasteri (tranne quelli sconsacrati tipo i Paradores spagnoli dove prima o poi andró http://www.paradores.com/) e tantomeno da clausura…:-0

  5. Grazie dei commenti, mi piace l’idea che abbiate compreso quello che volevo dire, a rileggermi ho fatto fatica io.
    A proposito ho dimenticato di scrivere dov’era questo posto meraviglioso:
    http://www.ffbetania.it/home.html
    questo è il loro sito ma veramente rende poco l’idea, vale la pena andare a vedere di persona n giorno.
    Per chi vuole, scrivetemi, posso darvi info.
    Ciao
    Clio

  6. Sinceramente è con grande gioia che ho letto il tuo post e i commenti che ne sono seguiti. Credevo (beata ingenuità orgogliosa!) di essere l’unico, o quasi, a provare certi sentimenti qui nei blog, ma mi sbagliavo e il modo con cui tutti voi vi siete accostati al mistero della Fede mi ha dato una grande lezione di umiltà. Grazie. Spesso, da Firenze, vado alla Verna a rigenerarmi. Troppo poco spesso, purtroppo. Ah, un’aggiunta: neanche io sono tipo da contemplazione.
    Condor (mistico) Andino

  7. fra Alberto

    Che bello!!! Ma in che comunità sei stata delle nostre?




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